BACH Johann Sebastian
Suite per violoncello BWV 1007-1012
Sonate per viola da gamba BWV 1027-1029
Wieland Kuijken, violoncello e viola da gamba
Piet Kuijken, clavicembalo
ARCANA
A 421
3 CD

****½

Alcuni grandi violoncellisti hanno registrato le Suite per violoncello in tarda età, come se ciò rappresentasse il punto d'arrivo della propria maturità artistica. Tra questi il caso più eclatante è quello di Mstislav Rostropovich che ha consegnato la propria interpretazione al disco nel '91 all'età di sessantasette anni. Tra le incisioni più recenti troviamo ora la prova del sessantaseienne Wieland Kujiken, musicista che si è cimentato sia con il violoncello sia con la viola da gamba e la cui carriera si è profondamente intrecciata con le esperienze dei più grandi esecutori pionieri degli strumenti d'epoca quali Nikolaus Harnoncourt, Gustav Leonhardt, Franz Brüggen, Anner Bylsma e, ovviamente, i fratelli Sigiswald e Barthold.

E' difficile pensare di poter aggiungere qualche cosa di nuovo all'interpretazione di brani che sono stati eseguiti innumerevoli volte dai più grandi strumentisti, eppure nel caso delle Suite di Bach si rimane ogni volta stupiti dalle inesauribili possibilità offerte da queste composizioni.

Nonostante le sue profonde conoscenze musicologiche, Wieland Kuijken sgombra il campo da qualsiasi pretesa di ricostruzione delle prassi esecutive bachiane, affermando che l'interpretazione si basa su un intimo rapporto tra lo strumentista e la composizione. Nelle note di copertina, il musicista olandese ci racconta inoltre di come è venuto in possesso dello strumento con cui ha voluto eseguire le Suite (eccetto ovviamente la Suite VI dove è stato utilizzato un violoncello piccolo). Il suono di questo violoncello, attribuito ad Andrea Amati, è incantevole per il suo timbro caldo e dalla sonorità robusta, sicuramente tra i più belli ascoltati in una riproduzione discografica. Proprio sulle caratteristiche dello strumento, Kuijken fonda la sua lettura: per esaltare le qualità sonore del suo violoncello adotta tempi piuttosto lenti, ottenendo suoni intonatissimi ed assai definiti.

La lentezza di esecuzione di alcuni brani e la cura estrema del fraseggio avvicinano l'ascolto delle Suite di Bach alle composizioni per viola da gamba, di cui per altro, Wieland Kuijken è stato uno dei primi riscopritori. Nella lettura del violoncellista olandese vengono infatti accentuati alcuni aspetti caratteristici dei brani per sola viola di Marin Marais e Sainte Colombe padre e figlio. E' soprattutto nelle centrali Sarabande delle Suite che ritroviamo la libertà espressiva e la ricerca di raffinatezze che contraddistinguono l'esperienza quasi esoterica dei violisti francesi.

Le Suite partono però da una concezione essenzialmente contrappuntistica e Kuijken, offrendoci comunque un'interpretazione oltremodo affascinante, diminuisce, a causa dei suoi tempi assai lenti, la portata innovativa della tecnica e della scrittura violoncellistica adottata da Bach.

Nell'elegante cofanetto triplo, corredato da un ampio articolo del musicologo francese Gilles Cantagrel tradotto anche in italiano, sono centenute anche le Sonate per viola da gamba. Nel confronto tra violoncello e viola da gamba, è assai interessante notare come Kuijken cerchi di avvicinare la sonorità dei due strumenti suonando in modo delicato il primo e più aggressivamente il secondo. Ad accompagnare Wieland c'è il figlio Piet che, dedicandosi al clavicembalo, si avvia ad occupare il posto lasciato vacante dagli altri componenti della famiglia Kujiken. In questa esecuzione non c'è la stessa inclinazione per i tempi lenti ed il piglio vigoroso di entrambe gli esecutori esalta il dialogo tra i due strumenti in un equilibrio pressocché perfetto.

Gianfranco Marangoni

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