HÄNDEL Georg Friederic
Trio Sonatas op.5
The Brook Street Band
AVIE
AV 2068
1 CD
71' 30

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Brook Street è una piccola strada nel quartiere di Mayfair a Londra. Al numero 25 ha abitato per oltre trent’anni, fino al 1759, anno della morte, Georg Friederic Händel. Non sappiamo se questa strada eserciti un fascino particolare sui musicisti, o forse è solo per caso che come suo vicino di casa, al numero 23 della stessa strada, poco più di duecento anni più tardi, abbia vissuto gli ultimi anni della sua breve vita Jimi Hendrix. E’ difficile immaginare un parallelo tra i due musicisti, anche se Hendrix ha dichiarato più volte di aver percepito la presenza di Händel fra le mura domestiche e di esserne rimasto influenzato. Chissà se al contrario Hendrix sarebbe piaciuto ad un uomo burbero e scontroso come Händel? Ci piace immaginare di sì, per la carica e la vitalità che Jimi comunicava al pubblico, per il piacere di stupire, per la teatralità delle sue esibizioni, nonché per le straordinarie capacità di strumentista. Per questi aspetti e per una profonda irrequietezza che li accomuna, il rumoroso vicino di casa, forse avrebbe ricordato ad Händel sè stesso da giovane, soprattutto negli anni trascorsi in Italia.

The Brook Street Band è un ensemble di giovani musiciste, che prende appunto il nome da questa strada londinese. E’ stato fondato nel 1995 dalla violoncellista Tatty Theo con l’intento di esplorare il repertorio händeliano e dei musicisti suoi contemporanei, riletto alla luce dei più recenti studi e ricerche. In questo compact, edito della casa discografica AVIE, il gruppo ci presenta le Trio Sonatas Opus 5 di Georg Friederic Händel, che vengono eseguite con un organico composto da due violini, clavicembalo e violoncello, rigorosamente d’epoca. Come già aveva fatto per l’Opera 1 e l’Opera 2 Händel, anche in questo caso, lascia al gusto degli esecutori la scelta degli strumenti. L’Opera 5, è datata 1739, appartiene quindi agli anni della maturità dell’autore. E’ una composizione libera e disinvolta nella forma e nei contenuti. Le sonate che la compongono sono sette invece delle classiche sei e non seguono nessuno schema compositivo, né come numero di movimenti né come alternanza di tempi. Non c’è inoltre musica originale, in pratica tutta l’opera è costruita con materiale preso da altre sue composizioni, riutilizzato e adattato. Prassi, questa, tipica dell’epoca e di Händel in particolare, che non si è mai fatto eccessivi scrupoli in questo senso, ma con arte e maestria ha costruito autentici capolavori del "riciclo".

Anche l’Opera 5, come tutti i lavori di Händel, è costellata di piccoli momenti di poesia, piccole perle che The Brook Street Band ci restituiscono con particolare sensibilità, molto femminile. E’ il caso della bella Passacaille della Sonata n.4 (traccia 17) o della Musette della Sonata n.2 (traccia 8) eseguita come fosse un carillon o un organetto meccanico di suonatori ambulanti. La loro interpretazione è fresca e il loro modo di fare musica è piacevole, mai lezioso. I due violini si incrociano elegantemente, con grande sincronismo, nei numeri più veloci e creano fragili atmosfere ricche di colore nei movimenti lenti come il Largo della Sonata n.6 (traccia 25). Il continuo è pieno, ricco e variato. Le esecutrici dimostrano piena padronanza tecnica, la fuga del secondo movimento A tempo giusto della Sonata n.5 (traccia 22) ne è una prova. Un’interpretazione senza dubbio degna di nota, frutto di un disegno ben preciso, una miscela interessante di vitalità, calore ed espressività, eseguita con apparente semplicità e naturalezza da queste giovani interpreti.

Silvano Santandrea

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