SCHÜTZ Heinrich
Magnificat d'Uppsala et autres œvres sacrées
La Chapelle Rhénane
Benoît Haller
K617
191
1 CD
69’24

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Venezia e Dresda furono i due poli non solo geografici ma anche artistici e spirituali della vita di Heinrich Schütz. Nel panorama della musica del XVII secolo la sua produzione rappresenta una sintesi per molti versi geniale tra la scuola polifonica tedesca e la nuova estetica musicale italiana, Gabrieli e Monteverdi soprattutto; in altri termini l’irruzione del barocco musicale nella Germania protestante. Gli influssi meridionali e cattolici sono permeati in Schütz da una sensibilità tutta luterana per il testo, il testo biblico in particolare, impiegato direttamente o in parafrasi in gran parte della sua musica che, giova ricordarlo, è quasi interamente di genere sacro.

Quello tra Schütz e la Chapelle Renane di Benoît Haller appare da qualche anno come un connubio ideale, sancito oltre che da una ragguardevole frequentazione concertistica anche da un bel disco uscito nel 2004 e dedicato ad alcuni estratti dal secondo libro delle Symphoniae Sacrae (K617 163). L’approccio di questo nuovo CD resta quello antologico con un’interessante selezione di brani scelti tra le Cantiones Sacrae (1625), i Kleine geistliche Konzerte (1639) e le Symphoniae Sacrae (questa volta il terzo libro, pubblicato nel 1650). Il programma culmina con il solenne Magnificat su testo latino (detto di Uppsala perché ivi conservato in manoscritto), una composizione databile al 1665. La selezione dei brani risulta sapientemente variata, mettendo in luce aspetti diversi dell’arte compositiva di Schütz, anche attraverso l’impiego di organici piuttosto differenti per dimensioni ed impasto timbrico.

Haller e i suoi si dimostrano ancora una volta in perfetta sintonia con la musica di Schütz: la prassi esecutiva della Chapelle Renane (fondata nel non lontano 2001) sintetizza bene tutto il cammino che in questi decenni è stato fatto per ridare vita e fruibilità a questo repertorio. Punti di forza di questa realizzazione sono in particolare la dizione accurata ed espressiva, l’equilibrio ottimale tra voci e strumenti, una diffusa cantabilità dal sapore quasi "mediterraneo".

La registrazione, tecnicamente ben riuscita, è stata effettuata nella chiesa di St. Martin a Hoff in Alsazia, uno tra i centri principali del Festival internazionale di Sarrebourg.

Si tratta dunque di un disco che sentiamo di poter consigliare a tutti gli estimatori della musica del primo barocco tedesco, ma anche a coloro che desiderano avere una selezione significativa della musica di Schütz, con esempi eloquenti della sua multiforme arte musicale.

Daniele Fracassi

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