ORTIZ Diego (ca. 1525 – ca. 1570)
AD VESPERAS
In omnibus festivitatibus Beatae Mariae Virginis

Napoli, 1565
Cantar Lontano
Marco Mencoboni
ALPHA
108
1 CD
70'55"

*****

Il toletano Diego Ortiz è noto agli esecutori di musica antica per il suo Tratado de glosas, un testo imprescindibile per apprendere l’arte raffinata della "diminuzione", una prassi largamente diffusa nella musica strumentale dei secoli XVI e XVII. Già a partire dagli anni settanta le Recercadas contenute nel trattato sono state oggetto di esplorazioni discografiche e non di rado compaiono nei repertori di alcuni gruppi specializzati.
Praticamente sconosciuto è invece il Musices Liber Primus: si tratta di un’ampia raccolta di musica sacra destinata all’ufficio divino, composta da Ortiz per onorare i suoi doveri di maestro di cappella del viceré spagnolo di Napoli e pubblicata a Venezia nel 1565.

Al maestro marchigiano Marco Mencoboni va il merito di aver riaperto per noi questo volume e realizzato con l’ensemble Cantar Lontano una registrazione che dà piena giustizia a queste affascinanti pagine musicali.
Mencoboni ha attinto a questa silloge di ben 69 composizioni sacre (inni, salmi, Magnificat e antifone) ricostruendo un Vespro solenne per le festività della Beata Vergine Maria, così come si sarebbe potuto ascoltare presso la corte napoletana nella seconda metà del Cinquecento.

Gli esecutori ci restituiscono tutta la magia e l’opulenza sonora di queste pagine: voci e strumenti danno vita ad un flusso purissimo e compatto di suoni che si diffonde come liquida luce nello spazio sacro. Nessuna fretta, nessun virtuosismo spericolato, ma una lettura squisitamente "lenta", saporosa, attenta nell’articolazione dei testi e intelligentemente variata (organico e dislocazione degli esecutori). Si ascolti a titolo d’esempio lo stupendo mottetto Dignare me laudare te.

Coraggiosa la scelta di realizzare la salmodia alternando al gregoriano versetti polifonici eseguiti in quello stile di canto corale, tipicamente popolare, che sopravvive oggi in alcune tradizioni locali, soprattutto in area mediterranea. È una soluzione che potrebbe sorprendere qualche ascoltatore ma che appare plausibile, anche tenendo conto di quanto poco nella Napoli di quegli anni la musica da chiesa risentisse delle prescrizioni tridentine in materia. La forza evocativa di questa sorta di contaminazione è insospettabilmente grande e risulta sempre più evidente, ascolto dopo ascolto.

La ripresa sonora, realizzata nella chiesa di S. Marco di Calstelbellino (Ancona), è dotata di una profondità e di un realismo stupefacenti.

Ad Vesperas è, sotto ogni profilo, uno tra i migliori dischi di musica antica che ci sia capitato di ascoltare in questi ultimi anni: lo consigliamo con entusiasmo ai nostri lettori.

Daniele Fracassi

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