ROSSINI
L'Italiana in Algeri
Rossini Opera Festival, Pesaro, 2006
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Donato Renzetti
Regia, scene e costumi, Dario Fo
Isabella, Marianna Pizzolato
Mustafà, Marco Vinco
Lindoro, Maxim Mironov
Taddeo, Bruno De Simone
Elvira, Barbara Bargnesi
Zulma, Josè Maria Lo Monaco
Haly, Alex Esposito
DYNAMIC
33526
2 DVD

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Nel rinnovamento della recezione del teatro musicale la messa in scena ha avuto un ruolo fondamentale: se un tempo la buona realizzazione di un’opera lirica era affidata prevalentemente all’aspetto vocale, da qualche decennio si va affermando la tendenza ad attribuire sempre più importanza alla direzione d’orchestra ed alla parte visiva di uno spettacolo. È interessante allora vedere il modo in cui un’importante personalità del nostro teatro, come Dario Fo si rapporti a L’Italiana in Algeri di Gioacchino Rossini. L’opportunità ci è offerta da un doppio DVD, testimone delle recite che si sono svolte al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 2006. La direzione musicale è affidata a Donato Renzetti alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

La "firma" di Fo è riconoscibile già dallo stile giullaresco delle scene e dei movimenti: i coloratissimi costumi, le bandiere, gli arazzi, la vivacità delle masse sembrano trasportarci in un mercato di Algeri. Analogamente l’italianità viene resa attraverso elementi altrettanto riconoscibili come la nazionale di calcio o il giro d’Italia. Questi aspetti quasi stereotipati consentono a Fo di parlare di problemi attuali come il rapporto tra culture attraverso il testo rossiniano. La semplicità consente di raccontare la trama e chiarire la sua complessità, come accade nel Finale del primo atto, in cui i cantanti sono spostati verso il proscenio e la narrazione scenica avviene dietro un pannello con l’effetto di ombre cinesi. La chiarezza è ottenuta anche grazie alla sintonia tra i movimenti dei cantanti e delle masse e i tempi della musica, così da rendere la narrazione continua e, fedele alla poetica rossiniana, sempre ricca di nuove situazione. L’attenzione però è rivolta prevalentemente alla condizione femminile; il maschilismo di fondo di tutta la vicenda viene svelato e messo in ridicolo in tutti suoi aspetti, fin dal duetto tra Mustafà e Lindoro in cui l’espediente scenico di un manichino trasporta sul piano visivo l’idea che la donna sia oggetto di scambio. Diviene allora centrale la figura di Isabella, interpretata dalla bravissima Marianna Pizzolato, Deus ex machina della commedia: Fo punta così sulla messa in ridicolo del sultano proprio da parte di una donna.

La direzione di Renzetti appare altrettanto vivace e scorrevole poiché riesce ad ottenere dall’Orchestra del Comunale di Bologna una buona differenziazione timbrica e dinamica; anche il cast vocale, di buon livello, è disinvolto nell’assecondare le indicazioni della regia. Lo spettacolo è così risultato coerente ed è riuscito a raccontare una storia, a parlare di problemi attuali ed a divertire il pubblico, come testimonia il DVD.

Stefania Navacchia

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