MONTEVERDI Claudio
L’Orfeo
La Venexiana
Claudio Cavina
GLOSSA
GCD 920913
2 CD

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La Musica / Euridice: Emanuela Galli
Orfeo: Mirco Guadagnini
Messaggiera: Marina De Liso
Proserpina: Cristina Calzolari
Plutone: Matteo Bellotto
Speranza: Josè Lo Monaco
Caronte: Salvo Vitale
Apollo: Vincenzo Di Donato
Ninfa: Francesca Cassinari
Pastore I: Giovanni Caccamo
Pastore II – Spirito I: Makoto Sakurada
Pastore III: Claudio Cavina
Pastore IV – Spirito II: Tony Corradini

L’uscita per l’etichetta Glossa de L’Orfeo di Monteverdi, interpretato dall’ensemble La Venexiana diretto da Claudio Cavina, festeggia i 400 anni della partitura: nel 1607, in una sala del Palazzo Ducale di Mantova, venne infatti eseguita per la prima volta questa "favola in musica".

Suggeriamo di ascoltare questo cd pensando alla storia del teatro musicale: se i manuali ci hanno insegnato l’importanza della parola per il "divino Claudio", questa registrazione va oltre la chiarezza della dizione, che pur caratterizza anche questa esecuzione de La Venexiana. Non stupisce solo la nitida restituzione della parola, ma anche la pari dignità che assumono la musica di Monteverdi e la poesia di Striggio. Questa concezione richiama sicuramente la tragedia greca, che era al centro dei dibattiti musicali a cavallo fra XVI e XVII secolo, ma risulta anche sorprendentemente attuale in una epoca come la nostra in cui tanto si parla di contaminazioni e soprattutto di fusione tra linguaggi espressivi. La complessità dell'approccio non si limita al rapporto testo musica, ma coinvolge anche il tentativo di ricreare attraverso le casse dello stereo gli effetti spaziali di doppio coro voluti da Monteverdi nella prima rappresentazione mantovana. Può apparire banale la scelta di collocare strumenti e personaggi con un valore simbolico negativo (come Caronte) nei canali di sinistra e voci gioiose in quelli di destra, ma è un primo passo che conduce ad una fruizione più consapevole dell’opera in musica, che è per sua natura un monstrum, un oggetto "strano", una creatura a più teste.

La stessa varietà si ritrova anche sotto il profilo musicale poiché vengono continuamente variati colore, ritmo e dinamica, per restituire l’invenzione della musica di Monteverdi e la sua capacità di costruire un tessuto drammaturgico basato sui contrasti, come si può ascoltare nei primi due atti. Anche in questo L’Orfeo è moderno, poiché contiene in sé la volontà di narrare una storia solo attraverso la musica, volontà che si ritrova in molta produzione successiva, dal sinfonismo tedesco al teatro contemporaneo. Questo non risulta in contraddizione con quanto detto sopra: benché la musica del compositore di Cremona contenga in sé una forte teatralità, ciò non rende inutile lo sforzo di evidenziare la sua intenzione di integrare i suoni in un sistema espressivo più ampio, in cui ogni elemento (musica, parola, scena) è dotato di una propria drammaturgia interna ed autonoma, che viene amplificata dal rapporto con gli altri linguaggi.

Esecuzioni "filologicamente corrette", come quella contenuta in questo cd, "rivitalizzano" un’opera, poiché ci consentono di parlare di essa e della sua attualità; e così ci accorgiamo, come afferma John Eliot Gradiner nella Lectio doctorali tenuta a Cremona in occasione del conferimento della Laura Honoris Causa in Musicologia, che molta parte dei successivi 400 anni di musica sono contenuti in nuce nella produzione del "divino Claudio"

Stefania Navacchia

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