OCKEGHEM Johannes (ca. 1420 – 1497)
Missa Cuiusvis Toni
motet Intemerata Dei Mater
Ensemble Musica Nova
Lucien Kandel
(Registrazione: chiesa di Saint-Jean de Néel a Mornant (Rhône) aprile 2007)
AEON
AECD 0753
0 CD
CD 1: 53’30’’ - CD 2: 58’24’’

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Johannes Ockeghem fu uno dei più rappresentativi compositori fiamminghi della seconda metà del secolo XV. Fu primo Maestro di Cappella alla corte dei tre re che si succedettero al trono di Francia: Carlo VII, Luigi XI e Carlo VIII, e rivestì il prestigioso ruolo di guida della Cattedrale del Monastero di St. Martin de Tours. Testimoniano la sua produzione musicale: 20 Messe, 13 Mottetti e 24 Chansons, a noi pervenuti. Ad Ockeghem viene inoltre riconosciuta la composizione del primo Requiem polifonico. Oltre che come compositore fu ammirato per la sua fine voce di basso.

Questo doppio CD della aeon ci presenta la Missa Cuiusvis Toni, eseguibile cioè in qualunque tono, e del mottetto Intermerata Dei mater.

La Messa, che testimonia l’alta maestria compositiva di Ockeghem, all’epoca divenne un modello citato da tutti i trattati musicali come esempio insuperabile. Ockeghem la compose in modo che fosse eseguibile nei quattro modi ecclesiastici, o "modi autentici" di re, mi, fa e sol (dorico, frigio, lidio, misolidio), senza cambiare la notazione. L’album contiene le quattro versioni di questa messa, e la tecnologia digitale ci rende semplice la possibilità di verificare le differenze tra i quattro modi, permettendoci di passare rapidamente da un Kyrie, un Gloria, un Credo, un Sanctus, o un Agnus Dei all’altro, per percepire i sottili scarti tra le versioni. Operazione questa molto interessante, rivolta soprattutto agli ascoltatori più attrezzati in teoria musicale. Per un orecchio più semplice la percezione primaria è che due tra le versioni eseguite suonano come fossero state scritte in "minore": re e mi, mentre le altre due: fa e sol, suonano come in "maggiore".

L’esecuzione degli otto cantori, due per ogni parte, dell’ Ensemble Musica Nova, costituito da due voci femminili e sei maschili, sotto la direzione di Lucien Kandel è tecnicamente ineccepibile, frutto di un grande lavoro eseguito sulla "decriptazione" della partitura, alla ricerca degli intervalli e dei semitoni al fine di ottenere la scala giusta. Grande merito va loro riconosciuto per la semplicità con la quale sono riusciti a rendere tecnicamente fattibile la realizzazione di un opera teorica così complessa, sicuro frutto di approfonditi studi eseguiti sui trattati medievali. Purtroppo l’interpretazione risulta invece alquanto povera di suono e a tal punto analitica da apparire meccanica, così come piuttosto piatta e priva di riverbero risulta la registrazione eseguita nella chiesa di Saint-Jean de Néel a Mornant (Rhône) nell’aprile del 2007.

Silvano Santandrea

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