HANDEL Georg Friedrich
Solomon
Carolyn Sampson, Susan Gritton, Sarah Connolly, Mark Padmore, David Wilson Johnson
RIAS Kammerchor
Akademie für alte Musik Berlin
Daniel Reuss
HARMONIA MUNDI FRANCE
HMC 901949.50
2 CD
2h 35’

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Alcuni oratori haendeliani godono di particolare fortuna dal punto di vista discografico. Oltre al Messiah, che vanta il maggior numero di edizioni, anche il Solomon è stato oggetto di attenzione da parte dei più importanti specialisti haendeliani a partire dagli anni ’80 (John Eliot Gardiner, 1985) e ’90 (Paul McCreesh, 1999). Entrambe queste edizioni, che precedono quella attualmente in uscita affidata al direttore Daniel Reuss alla guida dell’ Akademie für Alte Musik Berlin e del Rias Kammerchor, si pongono, per motivi diversi, come punti di riferimento dell’interpretazione haendeliana. In particolare l’edizione di Gardiner per la modernità dell’approccio e l’equilibrio tra i vari elementi (soli, coro, orchestra), che la pone ancora adesso tra i capisaldi della discografia haendeliana. D’altro canto il lavoro di McCreesh è esemplare per la resa del testo, l’alta intensità drammatica e l’estrema attenzione ad arie e recitativi, grazie anche ad un cast vocale di eccezione.

In un contesto di tale importanza il Solomon dell’ Harmonia Mundi riesce a ritagliarsi un posto certamente non secondario. Il direttore, l’olandese Daniel Reuss appartenente alla generazione dei quarantenni, può contare su un coro e un’orchestra di eccezionale qualità, benché non peculiarmente haendeliani. In particolare l’interpretazione del Rias Kammerchor, di cui Reuss è stato per anni il direttore artistico, offre i principali spunti di interesse. Ciascuno dei numerosi e magnifici cori dell’oratorio è curato con estrema attenzione, sfruttando soprattutto la dinamica, il crescendo degli effetti, la grandiosità dei doppi cori, la leggerezza impalpabile dei numeri più aulici, come il coro finale del primo atto che accompagna il sonno di Solomon e della sua sposa. Molto interessante è l’intreccio tra coro e orchestra, che risalta in particolare nel coro del primo atto Troughout the land, in cui l’orchestra entra come voce aggiunta alle linee del coro, risultando paradossalmente esaltata da una funzione in apparenza accessoria. In generale l’orchestra è eccellente, forte, fluida e precisa nel suono, con legni e ottoni in particolare risalto.

Meno interessante il cast vocale, che si riflette in una debole resa drammatica e in una cura minore per i numeri dei solisti. Emerge comunque Susan Gritton, molto esperta in ruoli haendeliani, convincente sia come sposa di Solomon che come prima meretrice nella famosa scena del giudizio del secondo atto. Più alterna Carolyn Sampson nel ruolo di Solomon, non sempre in grado di restituire la maestà e l’autorità del sovrano nei primi due atti, più convincente nel terzo atto, quello della Regina di Saba, più mondano e brillante.

Si tratta complessivamente di un buon Solomon, che non indulge mai a compiacimenti esteriori, non si abbandona ai colpi di scena ma si fonda piuttosto sul crescendo emotivo che scaturisce, più che dal testo, dall’ eccellente qualità della parte musicale.

Daniela Goldoni

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