La Pellegrina
Intermedii 1589
Capriccio Stravagante Renaissance Orchestra
Collegium Vocale Gent
Skip Sempé
PARADIZO
PA 0004
1 CD
69’10

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Firenze, 1589, matrimonio del Granduca Ferdinando I con la principessa Cristina di Lorena: i festeggiamenti devono essere memorabili. Viene allestito uno spettacolo grandioso, si rappresenta una commedia di Girolamo Bargagli, La Pellegrina, arricchita da ben sei intermezzi musicali: uno all’inizio, uno alla fine e quattro distribuiti tra un atto e l’altro dell’opera teatrale. Alla composizione delle musiche partecipano tutti i più famosi compositori presenti all’epoca a Firenze: Luca Marenzio, Cristofano Malvezzi, Giulio Caccini, Jacopo Peri, Antonio Archilei, Emilio de’ Cavalieri e Giovanni di Bardi.

Skip Sempé ci offre la ricostruzione della parte musicale di questa grandiosa messa in scena avvalendosi, oltre che della sua Capriccio Stravagante Renaissance Orchestra, anche del Collegium Vocale Gent. L’occasione è senz’altro "rara", ma ben colta da Sempé che, come sempre, riesce a lavorare con materiali al limite dell’erudizione rendendoli quanto mai vivi e coinvolgenti. Gli intermezzi per La Pellegrina vengono considerati tra gli archetipi dell’opera italiana. Così come si presentano, appaiono anche una antologia già pronta del mondo musicale italiano della fine del Cinquecento, tra Roma e Firenze. Tutti di argomento mitologico, sono affidati a compositori diversi e presentano situazioni molto differenti dal punto di vista del pathos: trionfo, celebrazione, evocazione della gesta degli dei, inferi e demoni, perfezione delle sfere celesti. Naturalmente anche i diversi compositori imprimono la loro personalità ai testi, quasi tutti di mano di Ottavio Rinuccini. Skip Sempé è bravissimo a evidenziare tutte le peculiarità, a conferire ad ogni autore la sua impronta, a mettere in luce gli artifici compositivi dell’epoca, che qui compaiono come in un esaustivo catalogo ben congegnato. Così gli interventi di Luca Marenzio (secondo e terzo intermezzo), sfolgoranti per invenzione, imitazione della natura, sintesi del testo, rapidità ed efficacia di comunicazione degli affetti sintetizzano lo stato del madrigale all’epoca, visto qui nel suo massimo splendore e accresciuto dal confronto con gli altri compositori. Il Collegium Vocale Gent dà una grande mano a Sempé e al suo ensemble contribuendo in modo significativo alla resa vocale degli intermezzi: non solo la loro pronuncia è eccellente, ma anche il sound e il ritmo dei versi sono resi con grande efficacia, come se gli interpreti non fossero stranieri. Molto efficaci anche i solisti, tra cui il soprano Dorothée Leclair, bravissima nei virtuosismi, e Monika Mauch, dalla voce più corposa, di grande efficacia drammatica.

Il cofanetto della Paradizo comprende anche un compact con due interviste a Skip Sempé, una in francese con il giornalista di Radio France Arnaud Merlin, e una in inglese con il grande uomo di teatro Lindsay Kemp. Le interviste, che una volta di più confermano le doti di chiarezza di pensiero e comunicazione di Skip Sempé, sono costellate da diversi brani musicali aggiunti. Proprio un bel bonus.

Daniela Goldoni

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