Crystal Tears
Andreas Scholl
Concerto di Viole
Julian Behr
HARMONIA MUNDI FRANCE
HMC 901993
1 CD

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Sembra sia diventato difficile resistere al fascino di John Dowland e dei musicisti suoi contemporanei. Anche Andreas Scholl, dopo gli esperimenti di John Potter con il sax tenore di John Surman (ECM 1999), e la lettura timida e rinunciataria di Sting (DG 2006), si confronta con la grande tradizione inglese secentesca dei songs. Si avvale di un "regolare"consort di viole, il Concerto di viole diretto da Julian Behr, e dell’altrettanto classico accompagnamento al liuto affidato allo stesso Behr.

Conosciamo Scholl come interprete di eccezionale spessore, forse il primo controtenore capace di dimostrare forza, autorevolezza, eroismo, grande attore al di là delle inaudite capacità tecniche, in grado di sondare le pieghe più intime dei sentimenti, soprattutto in Bach e Handel. In questo repertorio appare invece poco convincente. L’approccio è serio, freddo, eccessivamente trattenuto. Sembra più preoccupato di seguire la logica della musica che quella del testo, ottenendo un effetto monocorde, di breve respiro, come se non trovasse la chiave per adeguare la sua vocalità a questo repertorio.

Forse la malinconia non è nelle sue corde, o forse gli manca quella souplesse, quella leggerezza che ci piacerebbe trovare in questi songs che in fondo rappresentano la matrice della lunga storia musicale inglese delle "canzoni", ancora viva nella tradizione pop e rock (si pensi a Lady Jane dei Rolling Stones, scritta deliberatamente in stile elisabettiano). L’equilibrio tra voce e consort è molto sbilanciato verso la voce, e questo non aiuta. Resta comunque una raccolta di ampie proporzioni, con una bella alternanza tra parti strumentali e parti cantate, corredata da un DVD che ci mostra Scholl al lavoro, insieme ad una esauriente intervista.

Daniela Goldoni

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