Musik der Hamburger Pfeffersäcke
Musiche di G. Ph. Telemann, G. F. Händel, R. Keiser
Elbipolis Barockorchester Hamburg
Yeree Suh, soprano
RAUMKLANG
RK 2703
1 CD
61' 04

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Spesso la casa discografica tedesca Raumklang segue le strade della storia, non solo musicale, della Germania. In questo caso ci porta ad Amburgo negli anni tra la fine del seicento e l’inizio del settecento, a casa dei "mercanti di pepe", i ricchi commercianti che potevano permettersi di finanziare, con larghi mezzi, la vita musicale della città. Un compact elegante e documentato già nelle immagini scelte per copertine e controcopertine, che riproducono la skyline di Amburgo all’epoca e una mappa storica tanto bella quanto precisa e leggibile, raccoglie alcuni brani scelti tra la grande produzione dei tre musicisti più significativi che in quegli anni vi lavoravano, ovvero Reinhard Keiser (1674-1739), Georg Philipp Telemann (1681-1767) e Georg Friedrich Händel (1685-1759). Di questi Keiser e Telemann trascorsero ad Amburgo la maggior parte della propria vita, conseguendovi le più importanti affermazioni della loro carriera, mentre Händel vi rimase per un paio d’anni, proprio all’inizio della sua formazione musicale. Il compact offre una scelta di opere e generi musicali "profani", tra cui l’ouverture e due arie tratte dall’Omphale di Telemann e la suite dall’opera Hercules und Hebe di Keiser, a testimonianza della passione che l’opera suscitava in una città che fu la prima a fondare un teatro pubblico in area tedesca.

L’Elbipolis Barockorchester Hamburg è responsabile dell’interpretazione dei vari brani, omogenei dal punto di vista storico, ma vari per stile e gusto musicale. E' una giovane orchestra che prende il nome dal fiume (Elba) che attraversa la città e, come tante altre giovani orchestre, suona in modo eccellente. In particolare colpisce per il suono deciso e duttile, la chiarezza di lettura, la freschezza delle danze e degli accompagnamenti alle arie, l’entusiasmo con cui eseguono Händel, la compostezza dedicata a Keiser e la delicatezza con cui affrontano Telemann. A questo si aggiunge lo spirito di una città insieme complessa e serena, così ben restituito dagli antichi maestri e dai loro interpreti, che la vivono e la portano in eredità nel loro modo di suonare insieme.

Daniela Goldoni

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