Les Caracteres de la Danse
Musiche di Purcell, Corelli, Rebel, Albinoni, Telemann
Harmony of Nations
Alfredo Bernardini
RAUMKLANG
RK 2704
1 CD

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Les Caracteres de la Danse di Jean-Féry Rebel è una squisita miniatura musicale datata 1715; vi ritroviamo rappresentate senza soluzione di continuità le principali danze in uso nella Francia all’inizio del XVIII secolo. Il brano ebbe una certa fortuna anche al di fuori dell’ambiente francese: ne è nota una ripresa di Handel a Londra nel 1725 e un interessante adattamento ad opera di Pisendel per la corte di Dresda.

La pagina di Rebel dà il titolo al debutto discografico dell’orchestra Harmony of Nations. I giovani musicisti che l’hanno fondata nel 2004 provengono da ben 14 Paesi del Vecchio Continente e hanno volutamente scelto per questo loro primo disco autori eterogenei da un punto di vista geografico, tutti appartenenti alla grande stagione del barocco musicale europeo. Dal programma emergono chiaramente le diversità degli stili nazionali, ma anche i punti di contatto e le inequivocabili contaminazioni. La questione dei diversi "gusti"musicali - l’italiano e il francese in particolare - infiammò gli animi per intere generazioni, non riuscendo tuttavia ad imporre "barriere doganali" alla libera circolazione della musica.

Il disco si apre con l’inglese Henry Purcell e la suite tratta da The Fairy Queen: l’impianto è fortemente influenzato dal gusto francese sebbene segnato dai tratti inconfondibili dell’idioma purcelliano. Il brano di Rebel è preceduto e seguito da autori italiani: Corelli, con uno dei suoi celebri Concerti grossi - qui in una versione che prevede oboe e fagotto di ripieno - e Albinoni con l’altrettanto famoso concerto a cinque op. 9 n. 2, nel quale Bernardini dà prova delle sue doti di eccellente solista. Chiude il programma una tra le più interessanti e riccamente orchestrate suite del tedesco Telemann, il "rielaboratore" più ed elegante e cosmopolita del barocco musicale europeo.

Sotto la guida di Bernardini l’orchestra affronta generi e autori così diversi dimostrando una non comune versatilità. E’ percepibile l’affiatamento e l’entusiasmo di tutti i musicisti; le sonorità d’insieme si segnalano per compattezza e trasparenza, le ornamentazioni sono raffinate, i tempi fluidi.

La registrazione presenta caratteri di eccellenza anche per quanto riguarda l’aspetto tecnico: il palcoscenico sonoro è dotato di una considerevole profondità, le dinamiche sono restituite in modo emozionante, la timbrica sempre calda e piacevole non manca mai di leggibilità e naturalezza.

In definitiva un ottimo disco che potrebbe fare da valido antidoto alle tante, prevedibili e spesso datate antologie di musica strumentale barocca che ancora intasano il mercato discografico.

Daniele Fracassi

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