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![]() CASTILLO RICCARDO (1894 - 1966)
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Berceuse La Marco Polo ha recentemente pubblicato una collana discografica dedicata alla musica colta del Guatemala, affidandosi ad artisti di livello superiore, tra cui Massimiliano Damerini. Proprio il pianista genovese è l'interprete in questo bel CD, dedicato interamente a Ricardo Castillo. Lo stile di Castillo (1894 - 1966) rivela una particolare attitudine ad assimilare elementi appartenenti alla cultura musicale tardoromantica, e a fonderli con armonie e strutture melodiche tipiche della propria tradizione nazionale. La sua sensibilità nell’acquisire spunti stilistici molto diversi, e a filtrarli con una forte individualità, è evidente in tutti i brani di questo cd: dai primi lavori giovanili, in cui l’armonia presenta ancora una solida base tonale, ai brani della maturità, intrisi di suggestioni impressionistiche e simbolistiche. A tale proposito, segnaliamo il polittico Guatemala, serie di impresiones (1936) tra le composizioni più interessanti e sorprendenti, per la naturalezza con cui gli spunti paesaggistici e gli elementi della cultura natìa vengono espressi: il linguaggio è estremamente poetico ed efficace, con una ricca varietà di atteggiamenti espressivi. La cultura musicale di Castillo emerge appieno nella Suite in re: abbiamo in questo caso una citazione al quadrato: i moduli strumentali barocchi che affiorano di continuo paiono provenire dal raveliano Tombeau de Couperin, di qualche anno anteriore. Le opere più individuali e rivelatrici della personalità matura di Castillo sono i Tres Nocturnos, in cui un approccio non lontano dalle vaghezze armoniche di Fauré si accosta ad una visionarietà aforistica affatto originale e fascinosa. Molto interessanti anche i 7 Pezzi, composti negli ultimi anni di vita, e lasciati parzialmente incompiuti. Il “restauro” è stato realizzato dal musicologo e compositore Rodrigo Asturias Castillo, che ha restituito a tali brani l’adeguata compiutezza, lasciandone intatto il carattere intimistico e nostalgico. Castillo dimostra anche una notevole confidenza con la scrittura pianistica, e, grazie anche alle doti tecniche e alla proprietà di fraseggio di Damerini, la sua musica suona molto gradevole e fantasiosa, ricca di spunti creativi particolarmente originali ed affascinanti. Un plauso va dunque ai fautori di questa produzione, che è stata progettata e coordinata dallo stesso Rodrigo Asturias, al quale dobbiamo anche le puntuali ed esaurienti note introduttive. Roberto Prosseda |
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