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![]() FELDMAN
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La Hat Hut ha svolto un ruolo indubbiamente importante nella diffusione della musica di Morton Feldman; questa ennesima edizione propone un piccolo passo all'indietro rispetto alle composizioni fluviali degli anni Ottanta, rendendo accessibile anche un brano rimasto piuttosto inascoltato come Atlantis del 1959. Se quest'ultimo testimonia del periodo in cui erano alla moda l'alea, la "pittoricità" grafica degli spartiti, il mosaico pulviscolare di suoni sgranati, String Quartet & Orchesta e Oboe & Orchestra invece esemplificano al meglio la produzione più matura di Feldman, immersa nella durata. Gli esiti estetici del primo rappresentano uno degli apici del Feldman anni Settanta così come poi Piano & String Quartet (1985) fornirà una delle vette degli anni Ottanta: e tra questi due brani distanti più di un decennio non sono poche di fatto le assonanze, le tangenze, le riflessioni reciproche. In Oboe & Orchestra, invece, colpisce soprattutto il sottofondo cupo, torbido degli archi su cui si staglia l'oboe flessuoso e abbandonato di tanto in tanto ad aforistiche figurazioni melodiche. Cristalline e controllatissime le esecuzioni, che anche grazie alla tradizionale cura nelle registrazioni della Hat Hut, finiscono per trasformare questo CD in un'ottima e fedele testimonianza dell'opera di Feldman. Pier Luigi Basso Fossali |
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