GLINKA
Ruslan e Ludmilla

Lyudmila: A. Netrebko
Gorislava: V. Tsidipova
Ratmir: Z. Bulychova
Svyetozar: G. Bezzubenkov
Bayan: Y. Marusin
Ruslan: V. Vaneev
Farlaf: F. Kuznetsov
A. Titov, dir.
Regia: Lotfi Mansouri

New York, Lincoln Center

La messa in scena del Kirov di Ruslan e Lyudmila e` pura delizia dall'inizio alla fine. Basata sull'omonimo poema di Puskin, la storia narra le vicissitudini della promessa sposa Lyudmila che viene dapprima rapita e poi stregata. Alla fine, tramite il coraggio del suo fidanzato Ruslan e l'aiuto di un buon mago perverra` ad un felice matrimonio. Nel corso della storia compaiono nemici che diventano amici, una strega cattiva piuttosto indiavolata, un incantevole balletto e uno spettacolo sfarzoso.

Mentre l'overture di Glinka puo` risultare familiare ai frequentatori delle sale da concerto, il resto dell'opera risultava virtualmente inaccessibile fino alle recenti edizioni discografiche del Kirov. Ed e` un peccato, sia perche` la partitura e` molto gradevole, sia perche` nei lavori di Glinka trova le sue radici quella che sara` la successiva tradizione musicale russa. Mikhail Glinka era estremamente interessato agli sviluppi della musica occidentale a lui contemporanea, e il suo lavoro risente fortemente degli influssi di Mercadante e Von Weber. E` facile riconoscere riflessi della musica da ballo di Donizetti, ed anche dell'orchestrazione rossiniana; intere parti de "La donna del lago" costituiscono la base della scena di Ratmir, pur se con il balletto anziche` il coro di contorno, ed anche il rondo` finale. Altre stranezze sono rappresentate da un duetto tra due contralti, nonche` dalla presenza in orchestra di strumenti inusuali come il pianoforte e il glockenspiel.

Le scene ed i costumi, una coproduzione tra il Kirov e l'Opera di San Francisco del 1994, ricostruiscono quella che poteva essere una messa in scena di inizio secolo, coeva alle coreografie di Mikhail Fokine. Thiery Bosquet e` l'artefice di questa appassionata ricostruzione che asseconda pienamente l'andamento fantastico della trama. Chi ha avuto la fortuna di assistere a questa produzione sia a San Francisco che al Met riferisce che Bosquet ha ulteriormente lavorato sulla ricostruzione d'epoca ravvivandola in corso d'opera. Le scene sono dipinte e formate da sipari prospettici, ma, dal rustico salone medievale della scena iniziale alle mura di Baghdad e al giardino incantato dove Lyudmila e` tenuta prigioniera, l'effetto Ŕ fastoso, grazie anche alle luci curate con attenzione da Vladimir Lukasevich. Quest'ultimo fa aumentare con tale perizia l'effetto di profondita` che ne risulta una autentica magia. Al posto dell'uniformitÓ di costumi delle produzioni moderne, qui si sciorina la piu` ampia gamma di forme e colori. Il trucco accuratissimo contribuisce al successo generale.

Liberi dalle restrizioni un po' punitive della regia in puro stile "finesecoloventesimo" del Principe Igor, i cantanti si esprimono con ampi gesti melodrammatici e si muovono in modo credibile rispetto all'atmosfera di questo lavoro. I moderni ritrovati tecnologici rendono possibile una battaglia a luci stroboscopiche tra il nano malvagio e Ruslan, entrambi doppiati da controfigure sospese nell'alto della scena, e la fuga volante della strega cattiva Nania, questa volta impersonata dalla stessa Irina Bogachova. Nella parte di Lyudmila l'affascinante Anna Netrebko ha risposto pienamente alle aspettative create dalla stampa. La sua e` una voce limpida, da soprano di coloratura, ma con il peso e il volume ampi tipici del timbro
russo. Bisognerebbe tornare agli anni '30 e '40 per trovare cantanti di tale potenza ed eloquenza. Ruslan, Vladimir Vaneev, ha dato il massimo pur non disponendo di grandi mezzi vocali. Ratmir e Farlaf, i due corteggiatori delusi di Lyudmila, erano interpretati rispettivamente da una Zlata Bulychova dal volume troppo leggero rispetto alle esigenze della parte, ed e` un peccato perche` il personaggio ha molte bellissime scene di ampio respiro, e da un seducente Fedor Kuznetsov, nonostante debba affrontare una tessitura da basso profondo con la sua voce da baritono. Valentina Tsidipova, nel ruolo di Gorislava, ammiratrice di Ruslan,si agita continuamente sulla scena per distogliere l'attenzione dai suoi logori mezzi vocali. Gennady Bezzubenkov, nella parte di Svyetozar, padre di Lyudmila, ha iniziato la serata con una voce di basso alquanto velata; il bardo locale Bayan, Yuri Marusin, ha languito verso la fine del suo racconto nella scena di apertura. La bellissima aria del mago buono Finn Ŕ stata ben eseguita da Constantin Pluzhnikov. Dalla parte dei cattivi, Mahamadali Tadzhiev rivestiva vivacemente il personaggio di Chernomor, il nano rapitore, mentre Irina Bogachova rubava la scena con la sua potente voce di contralto unita ad una indubbia capacita` di caratterizzazione ad ogni suo intervento.

Nell'insieme il coro del Kirov era superbo, specialmente durante lo spericolato rondo` finale. Il direttore Alexander Titov ha dato una lettura sfavillante della partitura di Glinka, pur se i tempi scelti nelle parti piu` distese apparivano piu` lenti rispetto alle indicazioni del compositore.

David Lipfert

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