Omaggio ad Arvo Prt

The Hilliard Ensemble

Ravena, Basilica di S. Vitale

Raramente capita di assistere ad un concerto in un contesto ambientale di sublime bellezza quale la basilica di San Vitale. La particolare pianta ottagonale, i marmi policromi, i mosaici illuminati dall'ultima luce del giorno filtrata dalle sottili lastre di alabastro creano una suggestione visiva e suscitano la gioia di essere proprio l in quel momento e in quello spazio, fortuna unica soprattutto se si sta per assistere ad un concerto dal programma stimolante ed originale come quello proposto dall'Hilliard Ensemble che univa le musiche medievali di Perotinus a quelle contemporanee di Arvo Prt, autore sensibile come pochi altri al fascino della musica antica. Gi nel programma una sua frase suonava come dichiarazione d'intenti e come dedica particolare al luogo che ospitava il concerto: "In queste vostre antichissime chiese dovrebbero risuonare ancora quegli antichi canti bizantini la cui memoria forse andata perduta."

L'attesa era per un momento di musica unico ed irripetibile proprio perch strettamente legato all'anima del luogo. Infatti, alle nostre spalle all'improvviso si alzava il canto del "Viderunt Omnes" proveniente dall'alto del matroneo per un inizio degno di un grande colpo di teatro. Diciamo subito che, passata la sorpresa, una punta di delusione affiorata a causa della resa sonora dell'Hilliard Ensamble che, dal vivo, non raggiunge la ricchezza di effetti e dolcezza nella linea del canto che gli eccezionali tecnici del suono dell'ECM riescono ad ottenere da questo ensemble. Il gruppo inglese in possesso di un bel timbro, pulitissimo soprattutto nei toni alti, ma sfortunatamente poco consistente nelle sezioni gravi e pertanto il suono risulta sempre piccolo, freddo e povero di armonici. La pronuncia incomprensibile, la monotonia delle intenzioni interpretative e il distacco con cui il gruppo affronta soprattutto Perotinus rendono distante, la restituzione di questo brano che si ascolta troppo di rado.

Il gruppo riusciva ad esprimersi meglio nei brani di Arvo Prt, su cui era imperniata la quasi totalit del programma, grazie al rapporto che lega da lungo tempo l'autore ed il gruppo che ha eseguito per primo molte composizioni del musicista estone. Bellissima l'esecuzione di "An den Wassern zu Babylon" che vedeva la partecipazione del soprano canadese Valdine Anderson, la cui voce bella e potente si insinuava in ogni pi recondito anfratto della chiesa. Lo Stabat Mater, che concludeva il concerto, una pagina altamente drammatica e complessa, ricca di dissonanze e accordi al limite dell'armonia tonale che Prt riesce a trasformare in momenti di grande emozione. La musica, a tratti ipnotica, suscitava ricordi remoti e riusciva a restituire il senso del dolore e della desolazione. Le pause nelle quali il suono continuava a propagarsi nella chiesa sono state magistralmente eseguite ottenendo un effetto fortemente drammatico. Finalmente l'interpretazione era all'altezza della musica e del luogo. Agli applausi di un pubblico soddisfatto David James, controtenore, rispondeva molto modestamente alzando la partitura e ribadendo con questo gesto la profondit del sodalizio che lega L'Hilliard Ensemble ad Arvo Prt.

Silvano Santandrea

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