Monteverdi e i suoi contemporanei
Musica e poesia del tardo Rinascimento

Direttore: Ottavio Dantone
Soprano: Anna Caterina Antonacci

Newy York, Metropolitan Museum

TRABACI: Gagliarde I, III, IV a quattro
CASTELLO: Sinfonia XV per Stromenti d'Arco
MONTEVERDI: Il lamento per Arianna
FALCONIERI: Canzone della "L'Infanta Archi bizzarra" a due violini e due bassi
MARINI: "La Soranza"
GIRAMO: "La pazza" per soprano, strumenti e bassocontinuo
KAPSBERGER: Preludio per Tiorba
MARINI: Passacalio a quattro
MONTEVERDI: Il Combattimento di Tancredi e Clorinda

A complemento della mostra "Dosso Dossi, Court Painter in Renaissance Ferrara" in esposizione a New York, Il Metropolitan Museum haospitato un concerto di musica che si sarebbe potuta ascoltare alla corte estense diFerrara nel secolo successivo all’attività del pittore in quel luogo. Mentre lamostra non ha attirato l’incessante sequenza di gruppi scolastici come era accaduto nel luogo in cui venne esibita la prima volta, il Palazzo dei Diamanti, ha ugualmentedimostrato di essere molto popolare, in particolare tra il pubblico più tradizionalista etra i numerosi turisti stranieri. E per questo concerto, sebbene il pubblico che segue la musica antica sia probabilmente meno numeroso di quello che segue l’arte rinascimentale italiana, l’entusiasmo ha ampiamente compensato il numero. Considerato il fatto che New York offre meno concerti di questo genere rispetto a Boston o Berkeley, città che ospitano importanti festival di musica antica, il livello di interesse per questo evento, patrocinato dall’Istituto Italiano di Cultura, era molto alto. In effetti, la ressa era tale che, fuori dalla sala da concerto, una folla notevole ha dovutoaccontentarsi di assistere assorta allo spettacolo attraverso un grande monitor sistematotra acquerelli italiani dell’ottocento che rappresentavano pitture tombali egiziane.

All’interno del sobrio Grace Rainey Rogers Auditorium(riservato in genere a proiezioni di diapositive e filmati legati alle collezioni delmuseo), l’Accademia Bizantina, diretta da Ottavio Dantone, ha offerto alcune preciseesecuzioni di musiche strumentali di breve durata composte nelle città italiane piùimportanti sotto l’aspetto musicale della prima metà del Seicento, Venezia e Napoli.Nonostante le differenze tra le varie scuole non fossero così pronunciate come neiperiodi successivi, c’era una sufficiente peculiarità per fornire un diversocarattere a ogni brano scelto.

L’Accademia Bizantina, che ha sede a Ravenna, è veramente un ensembleeccellente, e il loro modo di affrontare questo repertorio, nel contempo curato edenergico, è preferibile ad approcci meno interessanti di gruppi ben più conosciuti.

Chiaramente la parte vocale costituiva il centro della serata. Nel suodebutto newyorkese, Anna Caterina Antonacci, nata a Ferrara, ha offerto delle affascinantiinterpretazioni de Il lamento di Arianna, di Claudio Monteverdi, e di Lapazza, i Pietro Antonio Giramo. Il suo stile costituisce finalmente un antidotoall’atteggiamento reverenziale, quasi religioso, con cui il mondo di lingua ingleseaffronta la musica antica, che sia essa sacra o profana. (Il suo vestito dalla scollaturaabissale, gentilmente offerto da Gucci, è un altro stacco dai soliti abiti severi che sipossono vedere in serate come questa.) E’ riuscita a collezionare una grande varietàdi colori vocali espressivi per delineare i tre personaggi presenti nel Combattimentodi Tancredi e Clorinda. Sebbene Monteverdi avesse concepito il lavoro come una scenadrammatica per tre cantanti diversi, al giorno d’oggi è consuetudine ascoltarlo conun'unica interprete che dà voce a tutte le parti, come in questo concerto.

Anna Caterina Antonacci ha conferito una diversa varietà di toni ad ognisezione in modo ammirevole, e la sua varia gestualità ha sottolineato con chiarezza iltesto fortemente emozionante di Torquato Tasso. Anche se queste tessiture risultavanobasse per la sua vocalità di soprano, i testi erano messi in grande evidenza, al di là della qualità della voce. Il pubblico entusiasta richiamava la cantante e Ottavio Dantonepiù volte prima di ottenere tre bis. Caterina Antonacci interpretava un brano dall’Orfeodi Monteverdi, e l’Accademia Bizantiva eseguiva altri pezzi orchestrali. La Antonacciconcludeva con una generosissima interpretazione di When I am laid dal Dido andAeneas di Purcell, pieno di gestualità mediterranea. Mentre il suo Monteverdidelizierebbe ogni genere di pubblico, Purcell interpretato in questo modo potrebberisultare difficile da accettare per alcuni devoti della musica antica avvezzi allo stilepiù rigido di Janet Baker. La risposta del pubblico a questo spettacolo ha dimostrato checi sono molti modi per rendere vitale l’interpretazione di questo repertorio.

Monteverdi and His Contemporaries: Music and Poetry of the Late Renaissance

To complement the New York installation of "Dosso Dossi, CourtPainter in Renaissance Ferrara", the Metropolitan Museum hosted a concert of musicthat could have been heard at the Este court in Ferrara in the century following thepainter's activity there. While the exhibit itself did not draw incessant school groups asat the first venue, the Palazzo dei Diamanti, it nonetheless proved to be popular,particularly among the traditionalist art public and foreign tourist contingent. As forthis concert, although the corresponding audience for Early Music might be smaller thanthat for Italian Renaissance art, enthusiasm more than compensates for number. Given thatNew York sees fewer concerts of this type than Boston or Berkeley, host citites forsubstantial Early Music festivals, the interest level for this event sponsored by theItalian Cultural Institute was high. In fact, the turnout was so big that outside the halla sizeable crowd had to content themselves by giving rapt attention to a large monitor setup nineteenth-century Italian

watercolors of Egyptian tomb paintings.

Inside in the sober Grace Rainey Rogers Auditorium (usually reserved forslide lectures and films related to the museum's collection), the Accademia Bizantinaunder Ottavio Dantone's direction offered polished renditions of mostly short instrumentalselections composed in the principal Italian music -centers of Venice a*nd Naples fromearly to mid 1600s. Although the differences between the various schools are not aspronounced as in later periods, there was enough individuality to give a distinctcharacter to each selection.

The Ravenna-based Accademia Bizantina is a truly superb ensemble,and their refined yet energetic take on this repertory is preferable to the lessinteresting approaches by better-known groups.

Clearly the vocal selections were the centerpiece of the evening. In herNew York debut, Ferrara native Anna Caterina Antonacci gave spell-binding performances ofClaudio Monteverdi's Il lamento di Arianna and Pietro Antonio Giramo's "Lapazza". Her style is a welcome antidote to the English-speaking world'sreverential, almost religious attitude toward Early Music-whether it be secular or sacred.(Her low-cut gown courtesy of Gucci is another departure from the typical straight-lacedattire encountered at these events.) She could summon a variety of expressive vocal colorsto portray the three characters in Monteverdi's Il Combattimento di Tancredi e Clorinda.Although Monteverdi conceived this as a dramatic scena for three different singers, todayis more customary to hear it with one singer voicing all parts as was the case at thisevent.

Ms. Antonacci admirably imparted tonal variety to each section, and herrange of gesture clearly underlined the highly emotional text by Torquato Tasso. Sincethese settings roved low for Ms. Antonacci's soprano, the texts were necessarilyemphasized over tonal

beauty. The enthusiastic audience recalled her and Mr. Dantone severaltimes before they offered three encores. Ms. Antonacci sang an excerpt from Monteverdi's Orfeoand the Accademia Bizantina gave a further instrumental selection. Ms. Antonacci endedwith an over-the-top rendition of When I amlaid from Purcell's Dido and Aeneasreplete with Mediterranean gesture. While her Monteverdi would delight any public, Purcellperformed in this manner might be difficult to take for some Early Music devotees weanedon Janet Baker's less demonstrative style. The audience response at this performanceshowed that there are many viable interpretations for this repertory.

David Lipfert

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