JOHANN SEBASTIAN BACH
Concerto brandenburghese n.5 BWV 1050
Cantata di nozze "Weichet nur, betrübte Schatten" BWV 202
Suite per orchestra n.2 BWV 1067
Concerto brandenburghese n.2 BWV 1047

Freiburger Barockorchester
Debora York, soprano
Gottfried von der Goltz, primo violino e direttore

Bologna, Teatro Manzoni, 25 maggio 2005

La presenza di ensemble e orchestre che si cimentano con strumenti d'epoca è una delle linee guida della programmazione di Bologna Festival. Quest'anno è toccato alla Freiburger Barockorchester, formazione che spazia su due secoli di musica, dal Seicento al Classicismo viennese, ed è solitamente guidata dai violinisti Gottfried von der Goltz e Petra Müllejans, ma quando in concerti o registrazioni discografiche si richiedono organici più ampi, la Freiburger Barockorchester si avvale della collaborazione di direttori quali René Jacobs, Philippe Herreweghe, Trevor Pinnock. Il programma di questa sera prevedeva alcune tra le composizioni più note di Johann Sebastian Bach.

Lo stringente contrappunto bachiano e la difficoltà legata all'uso degli strumenti d'epoca richiedono un altissimo livello di preparazione, tanto che ogni singolo componente di questo genere di ensemble, oltre che possedere le doti tecniche ed interpretative del solista, deve raggiungere una simbiosi con il gruppo che va al di là del semplice "suonare insieme".

La Freiburger Barockorcheste possiede senza dubbio queste caratteristiche: nel Concerto Brandemburghese n.5 abbiamo potuto apprezzare il delicatissimo gioco di equilibri tra i tre strumenti principali, primo violino, flauto traverso e clavicembalo, così come nel Concerto Brandemburghese n.2 si è evidenziata la perfetta sintonia tra il solista ed il gruppo, nonostante le difficoltà di intonazione legate all'uso della tromba "naturale".

Decisamente toccante l'esecuzione della Cantata di nozze BWV 202, in cui l'eccellente soprano inglese Deborah York e l'oboe solista sono pienamente riusciti ad unire vivacità e pathos.

L'elevato affiatamento di tutta l'orchestra si potuto apprezzare soprattutto con l'esecuzione della celeberrima Suite n.2 per orchestra. La concertazione ed i tempi scelti dalla Freiburger Barockorchester possiedono una grande cura del suono e del fraseggio. Lo stile di questo ensemble non possiede forse l'aggressività di gruppi quali Musica Antiqua Köln o, per citare una delle formazioni più interessanti di recente formazione, Café Zimmermann, ma tende ad evidenziare più la costruzione formale, che l'intreccio contrappuntisco.

L'opportunità di ascoltare composizioni bachiane eseguite da un'orchestra di questo tipo induce il pubblico ad un ascolto molto analitico, in grado di arricchirne notevolmente la conoscenza in materia di scelte interpretative e problematiche relative agli strumenti musicali. Per questa ragione è stato deludente osservare una sala con moltissimi posti vuoti. Forse gli strumenti d'epoca non fanno ancora parte del bagaglio culturale del pubblico del nostro paese? La maggior parte del pubblico preferisce ancora ascoltare le grandi orchestre tradizionale nel repertorio ottocentesco? O si tratta forse di un generale abbassamento del livello culturale che colpisce soprattutto la nostra nazione?

Sicuramente non è imputabile alcun demerito all'organizzazione di Bologna Festival che da sempre ha cercato di sensibilizzare il pubblico diversificando le proposte di interpreti e programmi.

Gianfranco Marangoni

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