Associazione Teatro per la Pace
Incontro con le musiche - La musica e l’utilità sociale (art. 41 e 3)

Forlì, 18 - 23 giugno 2007

18 giugno
L’incoronazione Di Poppea
di Claudio Monteverdi
Incontro sul tema: “la musica e l’utilità sociale”
Satyricon di Bruno Maderna

19 giugno
Monesis Ensemble
diretto da Flavio Emilio Scogna
Progetto Giovani Compositori

20 giugno
Il Pianoforte del XX e XIX secolo
Pianisti in alternanza: Alfonso Alberti e Gregorio Nardi

21 giugno
Risognanze Ensemble
diretto da Tito Ceccherini

22 giugno
Duke Ellington, attraverso il video
con Maurizio Franco
Quartetto di Adriano Guarnieri esegue Quartetto Musica/Realtà
Enrico Intra e Il Suo Trio, Il nuovo jazz
Franco D’Andrea - Il jazz e il pianoforte

23 giugno
Musiche Dal Masini
- gli studenti del Liceo Musicale e le loro composizioni
Nando Dalla Chiesa Sottosegretario all’Università presenta il suo libro “Le Ribelli
” Paolo Gandolfi
, la sua fisarmonica musiche di Astor Piazzola
Giovanna Marini- canti popolari di oggi e di ieri con il coro dei giovani della Scuola del Testaccio di Roma
Laura Curino: Non è diverso l’uomo nelle diverse geografie

In una realtà provinciale come quella di Forlì, il festival “Incontro con le musiche” organizzato dall’”Associazione Teatro per la Pace”, la cui terza edizione si è tenuta nella città romagnola dal 18 al 23 giugno 2007, è una nicchia di riflessione musicale. Il direttore artistico della manifestazione, Luigi Pestalozza, ha più volte sottolineato come il titolo di quest’anno, “La musica e l’utilità sociale (art. 41 e 3)” sia un richiamo alla nostra Costituzione, fondata sulla libertà (art.3) e sul vincolo per la proprietà privata di non essere di ostacolo all’utilità sociale (art.41): in queste giornate la musica non ha costituito un momento di svago, ma uno strumento di pensiero e di rottura con schemi abituali.

La formazione assume un ruolo centrale, come ha sottolineato Mario Baroni nell’incontro iniziale con Pestalozza, formazione rivolta da un lato ai musicisti dall’altro al pubblico. Non è un caso che tre serate del festival si siano tenute nella Sala Sangiorgi del Liceo musicale “Angelo Masini”: la scuola non può essere un luogo chiuso, il ruolo educativo non può essere rivolto agli allievi, ma anche alla cittadinanza. E proprio in quella simbolica sede si è svolto l’ultimo atto del ”Progetto giovani compositori”, concorso che ha visto quest’anno la sua prima edizione: una giuria presieduta da Giacomo Manzoni ha scelto sei opere di autori di età inferiore ai 32 anni, senza stilare una graduatoria, ma dando loro la possibilità dell’esecuzione e di due giorni di prove insieme al Monesis Ensemble. Le composizioni, che verranno riproposte a Milano nell’ambito della stagione “Serate Musicali 2008”, hanno rivelato una spinta innovativa soprattutto sul piano timbrico.

Formazione musicale, si diceva, significa anche educare il pubblico che dev’essere stimolato ad un ascolto attivo soprattutto attraverso un rinnovamento del repertorio: oltre alla nuova musica, occorre inserire nelle stagioni concertistiche opere poco note di compositori maggiori e minori dei secoli passati. Così nel concerto dedicato al “”Pianoforte del XX e XIX secolo” (il titolo vuole rompere la direzionalità storica) Alfonso Alberti e Gregorio Nardi si sono “ribellati” a una musica scontata, presentando, accanto ad opere di Carter e del giapponese Misato Mochizuki, 3 Intermezzi in Do minore di Beethoven. Questa vocazione rivoluzionaria della musica ha trovato un collegamento nel libro di Nando Dalla Chiesa “Le Ribelli”, presentato nell’ambito del festival dallo stesso autore, che racconta sei storie di donne siciliane che si sono, in maniere diverse, ribellate alla mafia. La musica ha una utilità sociale se trova il suo significato più profondo nel dialogo tra i suoi diversi linguaggi: così il melologo Solitario … per un nuovo mondo di Maurizio Ferrari, eseguito dal Risognanze Ensemble, ha posto in relazione mondi sonori passati e presenti. Un altro esempio di “incontro tra le musiche” è avvenuto tra Antonio Guarnieri ed Enrico Intra (cioè tra la tradizione “colta” e quella jazz) che hanno trovato un terreno comune in una visone non settoriale del far musica e del suo ruolo nella storia e nella società. L’arte, compresa quella dei suoni, deve anche dialogare con la realtà esterna e ribellarsi alla globalizzazione e trovare un equilibrio fra individuo e comunità, un dialogo che si è concretizzato l’ultima sera, presente Giacomo Manzoni, nell’ascolto del Coro degli Studenti della Scuola Popolare di Musica di Testaccio guidati da Giovanna Marini. Ogni voce mantiene la sua caratteristica, la sua identità e diviene ora guida ora scia delle altre voci. Questa conclusione ha simbolizzato una dialettica virtuosa fra proprietà privata e utilità sociale, cioè fra ragione dell’individuo e ragione della collettività.

Stefania Navacchia

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it