Associazione Teatro per la Pace
Incontro con le musiche - Nel sessantesimo della Costituzione

Forlì 2 -6 giugno 2008

venerdì 30 maggio
Il 62° della Repubblica Italiana e il 60° della Costituzione

lunedì 2 giugno
Opera e Musica in video
Rapsodia Satanica
di Nino Oxilia film muto (1914)
con musiche di Pietro Mascagni
Introduce Sergio Miceli
Orfeo ed Euridice
di C.W.Gluck

martedì 3 giugno
Le musiche si incontrano
Louis Amstrong in video
conduce Maurizio Franco
Quartetto Musica/Realtà
Enrico Intra e Quartetto Musica/Realtà

Progetto Giovani Jazzisti
Francesco Galante, "Resilienza" novità

mercoledì 4 giugno
Alberto Lo Gatto
e il suo contrabbasso
Michele Lomuto e il suo trombone

giovedì 5 giugno
Sarabanda Ensemble

diretto da Alberto Lo Gatto
Antonio Doro novità
Alessandro Benvenuti
in "Alessandro inquieto"

venerdì 6 giugno
Ensemble Risognanze
Citto Maselli e il suo cinema

sabato 7 giugno
Orchestra Cantelli

Si è svolto a Forlì dal 2 al 6 giugno 2008 "Incontro con le musiche", rassegna organizzata dall’"Associazione Teatro per la pace": il sottotitolo di questa quarta edizione era "Nel sessantesimo della Costituzione" che entrò in vigore il 1 gennaio 1948, e di cui ogni sera Flaminia Gaia Fiano ha letto due articoli.

Come ha sottolineato in apertura Luigi Pestalozza, direttore artistico della manifestazione, proprio la Costituzione, in quanto legge, è, come tutti i linguaggi, compreso quello musicale, uno strumento che stabilisce limiti e possibilità per la convivenza: l’uguaglianza, sancita dall’articolo 3, è garantita da questa rete di relazioni possibili su cui costruire sempre nuovi dialoghi. Non è usuale infatti sentire suonare insieme pianoforte e contrabbasso come hanno fatto Stefano Madona e Alberto Lo Gatto, eseguendo tra l’altro La sonata per contrabbasso e pianoforte di Paul Hindemith.

Altro dialogo che "Incontri con le musiche" vuole da sempre stimolare è quello tra i diversi generi musicali, ed in quest’ottica va letto l’intervento di Enrico Intra. Proprio la natura del Jazz è quella di gettare una rete verso altri mondi: Intra ha utilizzato mezzi tipici della musica classica (il quartetto d’archi) e contemporanea (l’elettronica) ed ha saputo porre la sua tradizione in secondo piano ed in ogni caso ad un livello paritario rispetto ad altre "storie delle musiche". La medesima natura che porta il jazz a mettersi in relazione con altre musiche, conduce anche all’apertura verso la realtà sociale: è così nato il "Progetto giovani jazzisti" che affianca il "Progetto giovani compositori", partito nel 2007 che ha andamento biennale. Lo stesso Intra è membro della commissione che selezionerà sei complessi a cui sarà data la possibilità di esibirsi in vari contesti nazionali, creando opportunità di rapporto col mondo del lavoro.

Ed il jazz conduce infine al dialogo con altre forme espressive, come ha dimostrato Maurizio Franco che ha portato alcuni spezzoni di film con Luis Amstrong, nei quali, attraverso la musica, l’artista "gioca" con gli stereotipi riguardanti il colore della pelle mettendo così in crisi i pregiudizi contro i neri d’America. Ma in questo viaggio attraverso le relazioni si può anche andare più indietro nel tempo e riscoprire le origini del rapporto tra musica e cinema: è stato quindi proposto Rapsodia satanica, un film muto del 1914 con la regia di Nino Oxilia e la musica di Pietro Mascagni. Se l’estetica è apparsa molto lontana dalla sensibilità di oggi, interessante è stata la ricerca, guidata di Sergio Miceli, di quello che fu un tentativo di creare un rapporto tra suono ed immagine che poteva condurre ad una nuova forma d’arte.

L’idea di "viaggio" porta con sé quella di altre terre, altri paesi da dove provengono altre musiche, altre voci, ed altri suoni come quelli delle Sette Romanze su Poemi di A. Block op.127 di Dimitri Sostakovic, in cui la voce del soprano Maria Radeva ha conversato di volta in volta con il violino, il violoncello ed il pianoforte del Risognanze Ensemble. La lingua, la sonorità e il cadenzare della Russia hanno creato una atmosfera molto suggestiva grazie alla capacità degli interpreti di tessere un racconto carico di tensione. Sempre all’Europa dell’est è stata dedicata l’ultima serata della rassegna, in cui l’Orchestra Cantelli ha presentato anche le Danze popolari rumene di Béla Bartòk, testimonianza del grande interesse del compositore ungherese per la musica popolare.

Causa il maltempo solo questo appuntamento conclusivo si è svolto all’aperto, ai Giardini della Prefettura: era infatti intenzione degli organizzatori portare la manifestazione in vari punti della città. La stessa Associazione "Teatro per la pace" è fondata su una forte collaborazione con le istituzione locali, e si voleva dare un segno di questa relazione spostando "Incontro con le musiche" in diversi luoghi di Forlì. Tuttavia se Regione, Provincia e Comune sono soci-sostenitori dell’associazione, se ormai da tre anni la Prefettura mette a disposizione i suoi Giardini, se, dunque, importante è il legame con il settore pubblico dell’iniziativa, non altrettanto si può dire della cittadinanza, che non ha risposto ad un appello "diverso": ma Pestalozza ha espresso l’utilità di questa proposta anche se fosse per un solo spettatore.

Stefania Navacchia

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