Giovanni Battista PERGOLESI
La Salustia
Jesi, Teatro G.B. Pergolesi

Gaspare SPONTINI
Li Puntigli Delle Donne
Moie di Maiolati Spontini, Bosco urbano della Fornace A. Paradisi

La Cappella della Pietà de’ Turchini
direttore, Antonio Florio
regia, scene e costumi, Jean-Paul Scarpitta

Accademia Barocca I Filarmonici
direttore, Corrado Rovaris
regia, Francesco Micheli

Venerdì 5 settembre, ore 21 - Domenica 7 settembre, ore 21
Jesi, Teatro G.B. Pergolesi
GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI
La Salustia
Salustia, Maria Ercolano
Alessandro, Joséaria Lo Monaco
Marziano, Marina De Liso
Giulia, Raffaella Milanesi
Claudio, Cyril Auvity
Albina, Valentina Varriale
La Cappella della Pietà de’ Turchini
direttore, Antonio Florio
regia, scene e costumi, Jean-Paul Scarpitta

Venerdì 12 settembre, ore 21 - Domenica 14 settembre, ore 21
Moie di Maiolati Spontini, Bosco urbano della Fornace A. Paradisi
GASPARE SPONTINI
Li Puntigli Delle Donne
Giannina, Rosa Bove
Conte Brontolone, Mirko Quarello
Dottore Mangiacarte, Nahuel Di Pierro
Valerio, Cosimo Panozzo
Rosimene, Valentina Coladonato
Cavalier del Ciufolo, Emanuele D’Aguanno
Lisetta, Norma Raccichini
Accademia Barocca I Filarmonici
direttore, Corrado Rovaris
regia, Francesco Micheli
scene e costumi, Federica Parolini

Nell’ottava edizione del Festival Pergolesi Spontini l’associazione della prima opera seria di Pergolesi, La Salustia, con la prima opera buffa di Spontini, Li puntigli delle donne, ha il merito di offrire una panoramica del contesto culturale di quella Napoli, centro di produzione e di esportazione in Italia e in Europa dell’opera italiana, luogo di formazione di tanti musicisti e crocevia dei due grandi della Vallesina, che ivi appresero gli idiomi del linguaggio ‘sentimentale’. Al di là del lodevole intento storiografico contenuto nella programmazione, il merito principale risiede nel rigore dello studio filologico con cui Dale Monson, su commissione della Fondazione, ha ripristinato la versione originale de La Salustia, quella che Pergolesi scrisse ma che dovette alla vigilia della prima cambiare a causa dell’improvvisa morte del castrato Nicolino. I ruoli maschili di Marziano, scritto per castrato contralto e il personaggio di Alessandro, destinato ad un’interprete donna specializzata in ‘ruoli del pantalone’, rivivono efficacemente nelle voci femminili en travesti di questa edizione (Marina De Liso e José Maria Lo Monaco), ben integrate ad un cast belcantistico ed espressivo di grande raffinatezza, specializzato nella prassi barocca.

Alla caratterizzazione drammaturgica dei personaggi contribuiscono inoltre le sonorità barocche de La Cappella della Pietà dei Turchini, che delle voci echeggiano il timbro e interpretano i caratteri e dell’azione esprimono i tempi drammatici, le inflessioni sentimentali, le dissonanze interlocutorie contenute nella scrittura di Pergolesi. Al dinamismo sonoro non corrisponde un’altrettanta efficace azione scenica, che non contemplando il gusto barocco per le scene prospettiche, rimane fissa su due fondali, uno che rievoca i sette colli di Roma, l’altro il mare: tale staticità, a cui non giova la trovata delle cascate d’acqua termale o l’invenzione dei figuranti, mal si adatta al dramma facendolo perdere di azione. Più originale e spettacolare è invece la rappresentazione del combattimento di Marziano contro una belva feroce, resa tramite il ricorso alle maschere laddove l’allusione scenica dà dinamicità all’intreccio.

All’opposto ne Li puntigli delle donne colpisce la creazione di uno spazio scenico totale: il palcoscenico di un teatro tenda – uno spazio alternativo a cui sovente la Fondazione ricorre – ingloba l’orchestra e sviluppa l’azione simultaneamente sui quattro angoli e lungo il perimetro della scena. Tale allestimento crea un dinamismo bizzarro e continuo tra i luoghi e i personaggi a cui contribuisce anche la gamma cromatica dell’oggettistica e dei costumi, totalmente in linea con la vivacità del libretto e della musica, che Federico Agostinelli ha ripristinato nella versione conforme al manoscritto spontiniano.

Tra le voci, perlopiù ancora scolastiche, si evidenzia la convincente caratterizzazione dei personaggi del Dottor Mangiacarte (Nahuel Di Pierro) e della Contessa Rosimene (Valentina Coladonato) sostenute dall’Accademia Barocca i Filarmonici che nell’accompagnare e contrappuntare le voci apporta colore e azione all’insieme.

Marinella Ramazzotti

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