Omaggio ad Arcangelo Corelli

Ensemble 415
Chiara Banchini, violino solista e direttore

Imola (BO), Teatro Comunale dell’Osservanza, 20 ottobre 2008

A. Corelli, Concerto Grosso op.6 n. 4 in re magg.
F. Geminiani, Concerto Grosso n.1 in re magg. (composto sull’op.5 di Corelli)
G. Valentini, Concerto a quattro violini in la min. op.7 n.11
T. Albinoni, Sonata op.2 in do magg.
A. Corelli, Concerto Grosso op.6 n.11 in si bemolle magg.
F. Geminiani, Conecrto Grosso n.12 "La Follia" (composto sull’op.5 di Corelli)

Il Circolo della Musica "Leopoldo Montanari" di Imola ha inaugurato la nuova stagione con un concerto affidato all’ Ensemble 415 diretto da Chiara Banchini, in Italia per una breve tournée. L’occasione era senz’altro interessante, data la relativa rarità delle apparizioni italiane dell’ensemble, di cui invece è pregevole e continua l’attività discografica. Il programma ruotava intorno ad Arcangelo Corelli (1653-1713), al concerto grosso e, in generale, alla musica orchestrale italiana della generazione di fine seicento, rappresentata qui da Francesco Geminiani (1687-1762), Tomaso Albinoni (1671-1751) e Giuseppe Valentini (1681-1753).

Con buona probabilità Chiara Banchini si è più di ogni altro dedicata ad un lavoro sistematico sul concerto grosso e sui compositori italiani tra sei e settecento, assumendo un ruolo di grande autorevolezza di interprete, un punto di riferimento imprescindibile per la comprensione del periodo. Cresciuta con i grandi precursori della prassi esecutiva filologica, è ormai essa stessa un caposcuola grazie all’attività di insegnamento che svolge alla Schola Cantorum Basiliensis, ai vertici della specializzazione e della formazione di nuovi strumentisti.

La sua lettura ci è parsa, come sempre, impostata sul rigore della resa strumentale e sulla raffinatezza del gusto, perfettamente aderente al periodo di cui tende a privilegiare l’eleganza piuttosto che il compiacimento virtuosistico. Ascoltare e vedere questo piccolo ensemble permetteva quasi di catturare la fisicità di una struttura musicale che germinava a partire da una piccola cellula che, con l’aggiunta di nuovi strumenti, accresceva la complessità della propria costruzione, anteposta con chiarezza al semplice aumento del volume del suono. Tutto ciò accadeva per la capacità dell’ensemble di rendere leggibile e nettamente individuabile il ruolo di ogni strumento. Se non stupiva la pertinenza stilistica e l’autorevolezza interpretativa in brani noti come quelli di Corelli e Geminiani, è parso incantevole per freschezza il concerto per quattro violini di Valentini e, nella seconda parte, la sonata in do maggiore di Albinoni la cui lettura, austera e trattenuta ne ha evidenziato, per contrasto, la dolcezza.

Tra le scelte relative all’organico ci è parso interessante l’uso della tiorba nel continuo sia per Corelli che per Geminiani, affidata alla bravissima Evangelina Mascardi. Di rilevante qualità anche l’apporto, al violoncello, di Gaetano Nasillo. Nel gran finale costituito dal Concerto Grosso n.12 "La Follia" di Geminiani tutti gli strumentisti hanno finalmente dato sfogo alle proprie individualità, alternandosi nelle famose variazioni che costituiscono una specie di campionario della fantasia barocca.

Il pubblico ha mostrato di apprezzare il concerto, applaudendo con convinzione e richiedendo con insistenza un bis (la giga dal concerto op.6 n.11 di Corelli).

Daniela Goldoni

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it