Circolo della Musica Leopoldo Montanari

Florilegium Ensemble
Ashley Solomon, flauto / direttore artistico
Simon Jones, violino
Reiko Ikise, viola da gamba
James Johnstone, clavicembalo

Imola, Teatro Comunale dell’Osservanza, 17 novembre 2008

F. COUPERIN (1668-1733)
Suite "L’espagnole" da Les Nations

G. F. HÄNDEL (1685-1759)
Trio Sonata in si minore

H. PURCELL (1659-1695)
A Suit of Lessons Z.665
Suite per Clavicembalo in sol minore

A.VIVALDI (1678-1741)
Concerto in re maggiore RV 84

J. S. BACH (1685-1750)
Trio Sonata BWV 526 in mi min. (arr. Florilegium)

M. MARAIS (1656-1728)
Le Sonnerie de Sainte-Genéviève du Mont de Paris

G. Ph. TELEMANN (1681-1767)
Fantasia n. 8 in mi minore

J.-F. REBEL (1666-1747)
Les caractères de la danse

Il Circolo della Musica di Imola ha proposto un concerto dell’Ensemble Florilegium, gruppo musicale inglese fondato nel 1991, specializzato nell’esecuzione, con strumenti d’epoca, del repertorio tra il barocco e il primo romanticismo. L’occasione di ascoltare un gruppo di grande esperienza, ma nuovo per le sale da concerto italiane, era resa anche più stimolante dal programma proposto, quasi un catalogo dei più eminenti compositori del periodo barocco scelti tra le nazioni rappresentative delle maggiori scuole musicali dei primi anni del settecento: i francesi François Couperin, Marin Marais e Jean-Ferry Rebel, i tedeschi Johann Sebastian Bach e Georg Philipp Telemann, l’inglese Henry Purcell, l’italiano Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Händel, difficile da collocare tra Germania, Inghilterra e Italia. Si trattava di un programma insolito in un momento come questo in cui prevale il gusto della specializzazione e della rarità. In realtà il taglio quasi didattico ed esemplificativo anche delle forme all’epoca più diffuse si è rivelato estremamente piacevole e vario. La scelta dei brani, quasi tutti brevi ma di grande spessore, ci ha permesso di ascoltare alcune opere oggetto di numerose incisioni discografiche ma che difficilmente entrano nel repertorio concertistico, perlomeno in Italia. E’ il caso della virtuosistica Sonnerie de Sainte-Genéviève du Mont de Paris di Marais, resa famosa dal film Tous les matins du monde, o di Les caractères de la danse di Rebel, vera e propria Encyclopédie che racchiude, in estrema sintesi senza soluzione di continuità, le principali danze in uso in Francia all’inizio del XVIII secolo.

Il suono di Florilegium è apparso asciutto, delicato ma ricco di colori, il fraseggio elegante e raffinato, sempre molto pertinente dal punto di vista stilistico. I componenti dell’ ensemble hanno suonato con tecnica eccellente e notevole precisione, senza per questo apparire mai accademici o scontati. Molto efficaci in tutti i movimenti di danza di cui hanno accentuato il ritmo e la velocità, hanno dimostrato anche notevole sensibilità nei momenti più lirici, come nel meraviglioso largo della Trio Sonata in si minore di Händel.

Il bis, un movimento da uno dei Quartetti Parigini di Telemann, ha concluso il concerto con una dimostrazione di virtuosismo veramente efficace, quando l’intero ensemble, passando da sfumatura a sfumatura, ha ridotto il suono ad un velo quasi impalpabile, con un effetto notevole sia dal punto di vista espressivo che dell’uso degli strumenti originali, apparsi straordinariamente duttili e flessibili.

Silvano Santandrea

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