Centre de Musique Romantique Français
FESTIVAL LE ORIGINI DEL ROMANTICISMO FRANCESE
Venezia, Scuola di San Giovanni Evangelista, 4 ottobre 2009

Le Musiciens du Louvre
Marc Minkowski, direttore

FRANZ JOSEPH HAYDN, Sinfonia n.85 in SI bemolle maggiore
CHRISTOPH WILLIBALD GLUCK, Suite di Don Juan
ANDRÉ GRÉTRY, Ouverture Le Jugement de Midas
FRANZ JOSEPH HAYDN, Sinfonia n.88 in SOL maggiore "La Reine"

Il Centre de Musique Romantique Français è un'impresa tanto rilevante quanto lodevole ed originale al punto da costituire per ora un unicum nel campo del mecenatismo artistico, unito alla divulgazione e alla ricerca musicologica. E' stato inaugurato lo scorso 3 Ottobre con una conferenza stampa condotta da Guido Salvetti, presidente della Società Italiana di Musicologia, durante la quale sono state illustrate le motivazioni scientifiche che hanno indotto alla creazione del Centro.

Ci rendiamo conto allora che è quasi prodigioso che, nella paradossale situazione culturale (e non solo) italiana, si sia potuta concretizzare la fortunata combinazione di alcuni elementi essenziali che hanno reso possibile la nascita di questa istituzione. Anzitutto ci vuole una città incomparabile come Venezia che custidisce tra gli altri un piccolo tesoro della seconda metà del Seicento come il Palazzetto Zane; poi ci vuole una mecenate lungimirante e profondamente appassionata di musica come Madame Nicole Bru, presidente dell'omonima Fondazione, già molto attiva in campo umanitario ed artistico; poi ci vogliono otto milioni di Euro per acquistare il Palazzetto (ribattezzato "Bru Zane") ed altri quattro milioni e mezzo di Euro per operare un intervento di restauro eccellente e non invasivo curato dall'architetto sotto lo sguardo attento della Sovrintendenza ai beni Architettonici di Venezia; infine ci vogliono degli studiosi giovani che guidano la parte scientifica del Centre de Musique Romantique Francais, come il direttore generale Olivier Lexa ed i responsabili della gestione musicologica ed artistica Alexandre e Benoit Dratwicki secondo un principio a mio avviso sacrosanto: il lavoro di ricerca deve essere finalizzato all'esecuzione o alla produzione di testi critici per gli interpreti, dando quindi la preminenza al lavoro con e per i musicisti. Davvero un miracolo, non solo per come e dove è stato realizzato questo Centro, ma anche per gli intenti musicologici, sconosciuti o quasi dalla musicologia del nostro paese. Per non parlare del calendario dei concerti che il Centro cura e sponsorizza in Italia ed in Francia. Se non ci credete, date un occhiata a questo link: www.bru-zane.com/it-palazzetto.E così, per essere esterofili fino in fondo, non possiamo fare a meno di chiederci dove siano nascosti i potenziali mecenati italiani, forse sono troppo impegnati con le squadre di calcio…

Come la ricerca e l'intelligenza possa diventare musica e la musica, ancorché strumentale, possa diventare in un certo senso spettacolo, si è potuto ascoltare Domenica 4 Ottobre nella Sala della Scuola di San Giovanni Evangelista a Venezia a pochi metri da Palazzetto Bru Zane. Marc Minkowski con i suoi Musiciens du Louvre, invitati per l'occasione inaugurale. Minkowski ha eseguito due sinfonie parigine di Haydn, il balletto Don Juan di Gluck e l'Ouverture dall'opera Le Jugement de Midas di Grétry. Un programma che illustra il contributo della musica francese alla formazione dell'ideale musicale classico.

Composte per i Concerts de la Loge Olympique, una loggia massonica francese, le sei cosiddette "Sinfonie Parigine" vedono Haydn impegnato per la prima volta con un organico strumentale più vasto rispetto alle dimensioni dell'orchestra di Esterhàza, ma ciò non appesantisce il corpo del suono, anzi ne accentua il tessuto contrappuntistico e, a tratti, mette in risalto le capacità dei solisti, specie dei legni.

Minkowski e i suoi hanno ormai raggiunto un livello tecnico di assoluto rilievo, ma soprattutto dispongono di un suono originalissimo e suntuoso ancorché strutturato sui dialoghi tra le sezioni strumentali, spesso assai scoperte. Ciò è a vantaggio sopratto della nitidezza timbrica che sostiene un fraseggio assai curato, di chiara matrice francese che sembra fatto apposta per queste sinfonie. E' una trama musicale che racconta una storia, una storia non fatta di personaggi e di vicende reali, ma una storia immaginaria che nel crogiolo sinfonico haydniano si manifesta attraverso la contrapposizione tematica e l'avvicendarsi dei diversi piani armonici. Minkowski adoperava scarti dinamici molto ampi e repentini per accentuare la sostanza teatrale ed anche immaginifica con l'esplicità volontà di suscitare lo stesso stupore che dovevano avere provato i primi ascoltatori di queste sinfonie. E tuttavia non faceva nulla che non fosse già nella musica, che non fosse tratto dall'articolazione della forma sinfonica di Haydn o dall'uso espressivo delle peculiarità degli strumenti. Un esempio per tutti il minuetto dalla Sinfonia n.88, caratterizzato da contrasti armonici arditi e da un'agogica stravagante, che il maestro francese restituiva in tutta la loro estrema ironia.

Questa vocazione teatrale si rendeva ancora più manifesta con l'esecuzione dell'Ouverture da Le Jugement de Midas di Grétry e soprattutto delle musiche per il balletto Don Juan di Gluck. Minkowski stesso ne prendeva parte come fin orateur per legare le varie scene di cui si compone questo brano, declamando le didascalie esplicative. Il Don Juan, composto nel 1761 per Gasparo Angiolini che racconta la nota vicenda del libertino, è un modello di drammaturgia musicale essenziale, nel senso che la vicenda è descritta con una musica eloquente dal gesto esplicativo chiaro e condotta con vivida tensione. Quasi una prova preparatoria di quella riforma dell'opera in musica che da lì a un anno si palesò con la prima viennese dell'Orfeo ed Euridice, ma anche una traccia imprescindibile per la definizione dei canoni dialettici e sinatattici della musica strumentale e del linguaggio sinfonico classico.

L'entusiasmo del pubblico per questo concerto, che è anche una piccola lezione di storia della musica, è stato premiato con una eccelente esecuzione dell'ultimo movimento della Sinfonia n.104, l'ultima "londinese" di Haydn: da Venezia a Parigi, da Parigi a Londra, senza confini…

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