CD ROM

Concerto di Musica classica

UTET
1998

Andare ad un concerto. E’ questa l’attività che caratterizza di più l’appassionato di musica e che forse è andata via via perdendo valore e significato sociale da quando gli eventi sonori sono divenuti riproducibili. In Italia andare ad un concerto non è più un atto che appartiene alla nostra cultura e solo in pochi lo sentono "proprio". Spesso nel nostro paese le grandi sale da concerto sono divenute passerelle per i vip. Altrettanto spesso assistiamo a concerti di valore artistico profondo in auditori quasi completamente vuoti, soprattutto se in cartellone non vi sono nomi di grande richiamo.. Andare ad un concerto non è più un’abitudine densa di significato.

In questo panorama arriva una lodevole iniziativa della UTET che ha di recente pubblicato un CD ROM Concerto di musica classica che sembra avere come finalità proprio un tentativo di riappropriarsi della musica colta attraverso le forme proprie dell’istituzione del concerto. Tutto questo è chiaramente percepibile fin dall’apertura del programma: innanzi tutto i titoli di copertina sono accompagnati da applausi, e, cosa ancora più rilevante la struttura portante dell’ipertesto è pensata come un programma di sala. Il menù principale si presenta con l’elenco di brani che sono presenti e analizzati nel programma. E’ possibile infatti, oltre che ascoltare sei movimenti, anche accedere ad alcune note sulle composizioni e seguire una loro analisi formale. Nell’intento di recuperare il senso dell’istituzione concerto e della musica classica in generale, gli autori si sono rifatti al classicismo viennese, cioè proprio al periodo in cui è nato il concerto pubblico e la musica si è resa progressivamente arte autonoma. E così i sei brani appartengono ai tre massimi rappresentanti della Vienna di quel periodo, Haydn, Mozart e Beethoven. La scelta del programma che comprende movimenti o parti di composizioni più ampie sembra rispondere a una precisa logica interna; le possibilità offerte dal documento multimediale permettono di costruire un contesto virtuale che comprenda brani appartenenti a generi diversi e che richiedono differenti complessi strumentali. Il software rende possibile in tal modo presentare le diverse forme che hanno caratterizzato la musica assoluta dalla fine del XVIII secolo e per tutto il XIX. Così è presente il primo tempo di sinfonia (l’Allegro vivace e con Brio dalla Sinfonia n.8 di Beethoven), il tema con variazioni (il secondo movimento, Andante, dalla sinfonia "La sorpresa" di Haydn), una sonata per pianoforte (l’Andante dalla sonata op.13 "Patetica" di Beethoven), la musica da camera (il Rondò. Presto dal trio "Ungherese" di Haydn), il minuetto (il terzo movimento di Eine Kleine Nachtmusik di Mozart) e di musica sacra (il Kyrie dal Requiem di Mozart). Proprio quest’ultimo brano sembra costituire una eccezione alla regola rispetto alle forme tipiche del classicismo: Il Kyrie costituisce infatti una fuga, che come è noto era una prassi compositiva usata maggiormente nella musica barocca; credo tuttavia che si possa rintracciare proprio in questa scelta la volontà di trovare un anello di congiunzione che testimonia la continuità con cui si è evoluta la storia della musica.

Tutto questo testimonia l’intenzione di cominciare a riabituare il pubblico alla musica attraverso il suo carattere storico e le sue forme. Tuttavia proprio il discorso sulle forme viene a essere a volte carente nel momento in cui all’ascolto del brano viene affiancata la sua descrizione. Questa operazione ha chiaramente la finalità di agire sulla percezione del pubblico rendendo più attento e consapevole l’ascolto. In molti casi però, da questa spiegazione non emerge la struttura formale del brano: gli esempi più complessi proprio come la fuga che costituisce il Kyrie di Mozart non vengono resi con la necessaria chiarezza limitandosi alla semplice descrizione. Questa difficoltà è presente anche nell’Andante della Sonata op.13 di Beethoven dove non vengono spiegati i nessi fra le varie sezioni orchestrali come avviene anche nel Primo movimento dell’VIII sinfonia di Beethoven. I temi sono chiamati in modo diverso (ad esempio "sezioni"), non viene mai nominato il termine "sviluppo", ma la sua comparsa viene accompagnata da "lunga transizione". Il frequente utilizzo della parola "idea" o "disegno" e il costante riferimento al riconoscimento dello strumento che sta suonando in quel momento fa comprendere che il tipo di fruizione a cui il prodotto vuole condurre è sì attenta e consapevole, ma sfiora solo superficialmente gli aspetti più formali. Questo non è necessariamente un dato negativo, ma può costituire un buon punto di partenza per un rinnovato atteggiamento della musica classica. Conferma di questo se ne può avere nella descrizione più precisa di un’articolazione formale, meno complicata come il tema con variazioni che anche un ascoltatore che non sia esperto (per usare una espressione adorniana) può seguire con molta facilità.

Credo che puntare su una percezione legata alla singola melodia e non a una comprensione più complessa del rapporto fra tutto o parti possa comunque costituire un utilissimo punto di partenza per riattivare una tradizione che nel nostro paese sembra uscita dal mondo della vita quotidiana. Così ci sembra anche utile avere correlato il concerto con informazioni più generali sulla musica. Oltre alle già citate note sui brani del concerto che hanno un carattere soprattutto storico e sono a volte basate su celebri aneddoti come nel caso del Requiem di Mozart, il CD ROM è diviso in varie sezioni: "cronologia", "glossario", "linguaggio" e "galleria". Senza entrare troppo nel merito di ciascuna sezione ci preme sottolineare come l’informazione fornita sia spesso limitata all’essenziale con risultato diversi in termini di efficacia educativa. Le note sugli autori presenti nella sezione "cronologia" sono molto scarne e non aiutano a comprendere le diverse poetiche. Al contrario "il glossario", che spazia dalla storia dei movimenti musicali, ad aspetti teorici e armonici, dagli esecutori ai pensatori che si sono occupati di musica, è costituita da informazioni essenziali ma molto lineari ( chiarissima mi è sembrata ad esempio la voce "dodecafonia"). Per quanto riguarda la parte linguaggio essa risente dei pregi e dei limiti dell’analisi formale correlata al concerto. La voce forma sonata è sì abbastanza articolata con riferimenti anche ad aspetti storici, ma il termine "sviluppo" viene ad esempio solamente citato. Infine la sezione "galleria" ha più un aspetto giocoso e si richiama sempre al periodo a cavallo fra il 700 e 800 abbinando alcune immagini, frasi e frammenti musicali di compositori dell’epoca.

Per quanto riguarda gli aspetti relativi al linguaggio multimediale c’è da notare che la grafica elegante è coerente con l’argomento trattato. Alcune difficoltà si possono incontrare a livello di navigazione poiché spesso le icone attraverso cui ci si muove all’interno del prodotto cambiano funzione a seconda della pagina in cui ci si trova: l’immagine che raffigura il violino assume due significati differenti a seconda che si trovi nel glossario o nel concerto. Interessante mi sembra l’icona che nel glossario rimanda idealmente ai volumi cartacei dell’Enciclopedia DEUM: questo testimonia non solo l’impegno che la UTET sta portando avanti in campo musicale, ma anche la consapevolezza che gli strumenti multimediali non sono autosufficienti, ma che costituiscono una delle tante modalità con cui oggi è possibile apprendere e che i vari supporti oggi disponibili non sono fra loro incompatibili ma costituiscono una rete.

Più problematico mi sembra determinare il target del prodotto: la raffinatezza della grafica e la quantità di contenuti hanno costretto a inserire "Concerto di musica classica" in una fascia di prezzo molto elevato; al contrario i contenuti e le modalità comunicative si vorrebbero rivolgere ad un pubblico più vasto. Questo è uno dei grandi problemi della multimedialità: mi auguro che queste difficoltà possano essere superate e che il rinnovamento della fruizione e della comprensione della musica in Italia passi anche attraverso questo CD ROM.

Stefania Navacchia

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