CD ROM

Enciclomidia della Classica

SYSTEMS

Anche la cultura musicale è oggetto non disprezzato dai nuovi mezzi di comunicazione, queste stesse pagine ne sono una testimonianza. Fin dai suoi albori la multimedialità ha avuto per la musica, come per le arti figurative, un interesse privilegiato proprio per la natura stessa dell’arte dei suoni e, forse, per la rappresentazione che di essa ha avuto da secoli l’immaginario collettivo. Se tuttavia il rapporto tra musica e multimedialità ha un’origine naturale esso si dimostra subito complesso, sfaccettato, e rivendica per sé uno spazio di riflessione e ricerca. I nuovi media possono riservare alla musica nuove modalità di fruizione ed aprire inesplorate vie di divulgazione. Crediamo opportuno riservare una parte della nostra attenzione a questi nuovi percorsi ed in particolare a quella parte dell’editoria multimediale dedicata alla musica classica.

Presto ci si accorge infatti che l’uso delle moderne tecnologie e dei nuovi linguaggi non è sempre garanzia di un effettivo avanzamento della ricerca: non basta usare nuove forme di comunicazione per "dire qualcosa di nuovo". Spesso il mercato induce a creare "assemblaggi" di mezzi e modalità innovativi, che non conducono ad effettivi cambiamenti epocali. E’ il caso di Enciclomidia della classica, un CD ROM prodotto dalla System e da poco disponibile sul mercato.

Credo che questo prodotto non abbia pretese "rivoluzionarie". La sua struttura abbastanza semplice è costituita da elenchi di compositori a cui si può accedere attraverso due percorsi: l’ordine alfabetico e un’arbitraria suddivisione in "generi musicali". Se a volte la semplicità è sinonimo di chiarezza e funzionalità, altre, come in questo caso, porta ad un impoverimento del materiale e ad una struttura "semplicistica" e riduttiva: sappiamo ad esempio quale dibattito vi sia a livello storico-musicale sul problema di collocare autori dalla poetica complessa, come quella di Beethoven (classicismo o romanticismo?), in un preciso contesto stilistico. L’architettura interna del prodotto riflette infatti la configurazione logica ed epistemologica delle informazioni trattate ed è la testimonianza dell’impostazione storiografica che ha sostenuto il lavoro: ad esempio, dalla scelta, annunciata fin dalla confezione, di escludere quasi completamente la evoluzione musicale del nostro secolo e quindi compositori come Schönberg, Stravinsky e Richard Strauss, nasce l’impressione che Enciclomidia sia ispirata ad una concezione romantica della musica lontana dai risultati della ricerche degli ultimi decenni. Anche l’aspetto contenutistico riflette questa impressione. Al pari della struttura anche il modo in cui sono trattate le informazioni relative ai singoli compositori risponde a criteri riduttivi: le varie schede si limitano a raccontare i dati salienti relativi alle biografie ed alle opere e riportano spesso notizie imprecise (Arcadelt, ad esempio, non è musicista inglese, ma fiammingo; Mahler, oltre alle 9 sinfonie, ha scritto anche l’Adagio della decima ed i suoi Lieder non si possono considerare una raccolta); non vi è alcuna riflessione di tipo estetico e non vengono innescati nell’utente nuovi processi cognitivi e nuove modalità di approccio alla musica. Tutti i testi sono inoltre riprodotti in un opuscolo allegato al CD ROM, ridondanza non sufficiente ad integrare realmente mezzi e codici comunicativi.

A questa semplificazione non corrisponde una vera e propria intenzionalità educativa e divulgativa: se la grafica è bella ed efficace e le modalità di navigazione abbastanza chiare e funzionali, si riscontra la mancanza di una struttura ipertestuale, cioè di rimandi all’interno del testo, o di strumenti più specifici, come glossari, cronologie, parti più generali sulla storia della musica. Al contrario parte dello spazio del CD ROM è dedicato alla riproduzione dei più importanti libretti d’opera e di testi di Lieder ed oratori ed alla riproduzione di famosi brani musicali sintetizzati con il computer. Il primo elemento è molto utile e comodo per chi non ha a disposizione le opere in forma cartacea: per questo il prodotto offre un preziosissimo servizio utilizzando la memoria e le potenzialità dei nuovi mezzi in maniera egregia. Il secondo disturba poiché elude tutto l’aspetto relativo al timbro degli str*umenti, parte molto importante dell’esecuzione musicale: il suono in formato MIDI riduce la ricchezza di quello naturale. Ne risulta, ad esempio, che i pezzi cantati divengono un Karaoke con accompagnamento computerizzato di gusto discutibile. Di tutti i brani poi è presente la partitura, ma spesso essa è più lunga della finestra dove è stata collocata, per cui diviene problematico seguirla.

Sorge a questo punto una domanda relativa al target del prodotto, che secondo la confezione dovrebbe essere rivolto a "tutti gli appassionati e i professionisti della musica". Si può facilmente dubitare, tuttavia, che coloro i quali conoscono, anche sommariamente, il mondo musicale possano apprendere qualche informazione o qualche strumento conoscitivo da Enciclomidia; d’altra parte avvicinarsi alla musica attraverso questo CD ROM porterebbe ad averne una visione riduttiva e basata su antichi stereotipi.

Stefania Navacchia

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