 CRESTI Renzo (a cura di)
Enciclopedia Italiana degli autori contemporanei, 3 volumi + 10 CD
PAGANO 2000 |
È un fatto evidente a tutti che se alla fine degli anni
Cinquanta o negli anni Sessanta vi era un'abbondante presenza di testi
critici, manuali e enciclopedie che riuscivano (salvo ovvie lacune
di qualche compositore anomalo e in controtendenza) a stilare un ritratto
degli ultimi decenni della vita musicale, oggi si registra per contro
un vuoto critico, un'incapacità di profilare un paesaggio plausibile
delle tendenze in atto. La ragione è che il paesaggio si è molto più
diffranto e che i confini stessi della musica contemporanea hanno
trovato punti di osmosi, secondo altri addirittura intere e sapide
trasformazioni in altre forme di produzione e tradizione musicale
come il jazz (d'avanguardia) e l'(art) rock. Fare un'enciclopedia
dei compositori italiani raccoglie quindi una prima sfida nel tentare
di colmare un certo vuoto critico; in questo senso giunge particolarmente
prezioso l'ampio saggio introduttivo del curatore Renzo Cresti. Ma
il secondo merito di questa enciclopedia è quella di riaprire lo scrigno
delle ricchezze e delle potenzialità dimenticate della musica italiana
di questo secolo. Pare infatti evidente che la straordinaria eredità
di compositori straordinari come Petrassi, Dallapiccola, Scelsi, Maderna,
Nono, Berio, Donatoni non possa non avere lasciato degni testimoni
nel presente; e di fatto negli anni Ottanta, pur tra deviazioni neoromantiche
e sterili epigonismi, vi era la chiara sensazione di trovarsi di fronte
a una pattuglia agguerrita e ispirata di nuovi compositori in grado
di dare il cambio alla generazione dei maestri. Ma mentre negli altri
stati europei il sostegno alla musica contemporanea cresceva con convinzione
e lungimiranza, in Italia si è provveduto a una sapiente opera di
dissuasione, convincendo i vari compositori a limitarsi a qualche
opera per strumento solo per qualche amico esecutore e di ritirarsi
in qualche conservatorio di provincia. Chi ha resistito se ne è andato
all'estero a cercare spazi creativi effettivi, oppure ha covato un
senso di frustrazione che ha trovato ampia solidarietà in altri campi
sapientemente depauperati della cultura italiana, a cominciare dall'università.
A parte il caso di Sciarrino, che già giovanissimo, negli anni Settanta,
aveva saputo imporsi all'attenzione internazionale, forse nessun altro
compositore delle nuove generazioni è stato immune, ossia non è stato
in qualche modo influenzato e danneggiato, dal clima stantio e scoraggiante
che le istituzioni pubbliche italiane hanno generosamente sostenuto
e promosso. Molti compositori parevano avere negli anni Ottanta le
carte in regola per imporsi in tempi rapidi come protagonisti della
vita musicale europea; oggi piuttosto si scopre che forse solo chi
è andato all'estero è maturato linguisticamente e poeticamente. Questa
Enciclopedia Italiana dei Compositori Contemporanei riapre a ventaglio
il nuvolo di personalità affermate, interessanti, emergenti del ricco
panorama italiano, nonché la poliedricità delle esperienze accumulate
- anche sotterraneamente - in questi ultimi anni. Riconsegna in pratica
all'attenzione pubblica un patrimonio da sondare, vagliare, promuovere,
oppure da continuare incautamente a sperperare, ma almeno alla luce
del sole. I primi due volumi dell'Enciclopedia contengono schede biografico-critiche
di ben 400 autori; non trascura di segnalare le edizioni discografiche,
la bibliografia e si correda di brevi autoanalisi o enunciazioni di
poetica degli autori. Un terzo volume si è da poco aggiunto e comprende
molti esempi musicali e pagine di interesse anche grafico. Infine,
è in preparazione un volume in inglese che amplierà il raggio della
ricognizione all'intero scenario europeo della musica contemporanea
Soprattutto però l'Enciclopedia si correda di un ragguardevole catalogo
di opere incise, che vanno a mappare, con coraggiosa estensione e
con deciso allontanamento dai compositori o dalle composizioni più
note, uno scenario davvero inedito della musica italiana recente.
Ecco allora che ai due ricchi volumi si aggiungono ben 10 CD per un
totale di 12 ore di musica. Questa Enciclopedia ha il pregio evidente
di una ricerca di esaustività, dato che mira, al di là del quadro
critico offerto da Cresti, più a mappare un territorio che ad anticipare
delle scelte o a prefigurare ciò che rimarrà ricordato o dimenticato
della produzione italiana del Novecento. In questo senso il lettore
(e l'ascoltatore) potranno muoversi piuttosto liberamente, approfondire
gusti e confronti, registrare aperture verso generi musicali differenti,
provare l'imbarazzo tutto postmoderno di imbattersi in scelte linguistiche
estreme, dalla ricerca avanguardistica al più solerte atteggiamento
di "ritorno all'ordine", fino ai più impensabili eclettismi.
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