MURRAY SCHAFER Raimund

Il paesaggio sonoro

RICORDI
1985
pp.375

La ristampa di questo libro di Raimund Murray Schafer si può considerare come un’operazione assolutamente necessaria, dal momento che la Ricordi ha ora tradotto e pubblicato, dello stesso autore, anche Educazione al suono, le cui motivazioni dipendono dalle teorie esposte nel presente volume. Le intenzioni dell’autore si rivelano subito molto critiche nei confronti di una società che ha ormai dimenticato la qualità del suono, intesa come capacità di "accorgersi" dei fenomeni acustici che si verificano negli ambienti in cui viviamo.-

In questo saggio, però, non si parla semplicemente dell’inquinamento acustico e dei danni che possono provocare i rumori di alta intensità, specialmente quelli legati ai lavori nelle fabbriche e nei cantieri. I rumori, infatti, non sono da considerarsi nocivi a priori, anzi, ve ne sono di quelli che, inseriti nel loro preciso contesto ambientale, contribuiscono a dare informazioni sui luoghi in cui viviamo. Dunque il problema non sta tanto nella rumorosità, quanto in una invadenza sonora che finisce per provocare la sordità acustica: anche la musica, infatti, quando è concepita solo per fare da sottofondo in qualsiasi ambiente, rappresenta un elemento sovrabbondante, un eccesso di informazione che danneggia il concetto di musica stessa. Sotto gli strali dell’autore cade così il servizio offerto da una ditta americana che afferma, con la musica trasmessa dai propri impianti, di "combattere la noia, la fatica e la monotonia".

Lo studio di Schafer parte da un’attenta analisi sul significato sociale ed antropologico che assumono i suoni: meritano così particolare attenzione soprattutto i suoni legati alla natura, ma acquistano pari dignità anche quelli prodotti dall’uomo con attività lavorative che vanno oramai scomparendo. Sotto l’aspetto sociale questi suoni sono (o sarebbe meglio dire: erano?) punti di riferimento nella vita di una comunità e, con la loro presenza, tendono a rassicurare l’uomo e a scandire il suo tempo. Si può dunque immaginare che la critica più feroce di Schafer sia riservata alle autorità, che non conoscono l’importanza dei suoni, ed agli architetti, che hanno costruito nuovi ambienti occupandosi solo del fattore visivo.

Non vengono risparmiate critiche neppure ai compositori contemporanei che, fuorviati dal loro edonismo, si rivolgono ad una ristretta cerchia di persone ed in tal modo non sono preparati ad assumere il ruolo guida che a loro spetterebbe nella "ri-orchestrazione" del paesaggio sonoro.

Il saggio di Schafer si presenta come strumento di un progetto molto ambizioso: sensibilizzare le persone e soprattutto l’autorità alla introduzione di criteri per migliorare il nostro ambiente acustico. La società dovrebbe quindi preoccuparsi di preparare dei "designer acustici" che siano in grado di analizzare le condizioni ambientali per capire quali suoni caratterizzino una determinata società per poi salvaguardarli dalla loro scomparsa determinata dalla tecnologia.

L’ultima tappa del percorso di Schafer è la rivalutazione del silenzio che è stato caricato di negatività dalla cultura occidentale, tanto da divenire pesante da sopportare. L’autore, rifacendosi alle filosofia taoista, consiglia di creare spazi, ad esempio all’interno di parchi e giardini pubblici, che, con l’ausilio di pannelli ed altre barriere, allontanino le persone dai suoni cittadini e favoriscano così la meditazione e la riflessione.

Se l’atteggiamento fortemente critico dell’autore, la sua nostalgia verso i suoni che stanno scomparendo e le sue proposte per migliorare l’ambiente possono far sorridere qualcuno, non si può però rimanere insensibili agli enormi danni provocati dalla distruzione dei paesaggi sonori. Nella visione del compositore il nemico più pericoloso è la tecnologia applicata senza criterio, fattore che Schafer imputa all’odierna società consumistica, che, figlia dell’industrializzazione e dall’imperialismo economico, impone comportamenti non adeguati alla vita dell’uomo. Si pensi solo al telefono e a quanto possa essere nocivo il suo squillo improvviso, pensato per un tipo di società in cui bisogna rispondere immediatamente alle sollecitazioni; sarebbe sufficiente adottare un segnalatore il cui suono aumenti progressivamente e sia magari studiato in funzione del luogo in cui deve essere udito: questo è dunque il compito che spetterebbe al "designer acustico".

Il libro di Schafer ha il grande pregio di fare riflettere sul significato dei suoni e mira a mettere in guardia l’umanità dalle insidie che si celano dietro il bombardamento sonoro a cui siamo costretti nella nostra vita di tutti i giorni: la tecnologia sta preparando all’uomo un futuro pieno di sordi, o meglio di persone che non sono abituate a sentire e a capire la simbologia dei suoni.

Gianfranco Marangoni

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