ROBBINS LANDON Harold

Beethoven. La sua vita e il suo mondo in documenti e immagini d’epoca

RUSCONI
1997
pp.252

Quest’opera del musicologo statunitense H.C.Robbins Landon è un’edizione riveduta e arricchita del libro uscito in occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Beethoven, che Rusconi ha di recente pubblicato nella traduzione italiana di Alberto Reale. Il lavoro non è, né vuole essere una biografia di Beethoven, almeno in senso tradizionale, ma, raccogliendo e collegando in modo organico una ricca serie di documenti estratti dalle lettere e dai quaderni di conversazione del compositore nonché dai ricordi diretti e indiretti dei contemporanei ed una scelta di materiale iconografico, vuole delineare in modo assolutamente nuovo la complessa personalità di Beethoven e la genesi delle sue opere. Al di là della scelta e della completa attendibilità dei testi e delle fonti -biografiche, segnalo con piacere questo di libro di Robbins Landon poiché dimostra come si possa utilizzare in maniera del tutto efficace l’ampia documentazione storica relativa ad un personaggio come Beethoven, la cui bibliografia è naturalmente vastissima.

Così, oltre che raccontarci attraverso le testimonianze dei contemporanei il modo di essere e di apparire del compositore, il suo modo di suonare il pianoforte o di dirigere l’orchestra, il libro fornisce un quadro esauriente dell’ambiente in cui Beethoven visse: proprio la Vienna tra Sette e Ottocento emerge da queste pagine in modo vivissimo. Da un lato la Vienna capitale dell’Impero Absburgico vittima delle due occupazioni napoleoniche del 1805 e del 1809 e protagonista assoluta della restaurazione con il Congresso del 1815; dall’altro la Vienna colta e brillante la cui vita musicale di quegli anni determinò in modo sorprendente il gusto di un secolo e oltre di musica, con i concerti nei teatri o nei salotti dell’aristocrazia, ed il pubblico competente, appassionato e pronto a dividersi in favore di questo e quel compositore.

Ma questo libro possiede anche un rilievo metodologico non indifferente. Esso è la dimostrazione che selezionando e utilizzando le fonti secondo il principio ermeneutico di dialogo aperto con il passato e non come elencazione sterile e noiosa, sia pure sistematica, di dati, testi e documenti, il lavoro storiografico ne esce profondamente rivitalizzato e l’oggetto di studio ci viene presentato in una luce più attuale facilitando così la comprensione e l’interpretazione degli avvenimenti passati. Dunque un testo, quello di Robbins Landon, la cui importanza non si limita al solo argomento trattato, ma può essere preso come modello per una ricerca storica e musicologica che abbia come obiettivo quello di una intelligente, e oggi più che mai necessaria, divulgazione culturale.

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it