 SCHUMANN Robert, WIECK Clara
Casa Schumann. Diari 1841-1844, edizione italiana a cura di Enzo Restagno
EDT 1998 pp.280 |
I Tagebücher di Robert Schumann occupano un arco di tempo
assai vasto che va dal 1827 al 1854 e costituiscono un insostituibile documento per
focalizzare gli aspetti più interiori della complessa personalità del compositore
tedesco. E’ quindi ampiamente condivisibile l’iniziativa editoriale
dell’EDT di tradurne una parte in lingua italiana, anche se la scelta (necessaria,
componendosi l’edizione integrale tedesca di ben ventitré volumi) si è limitata al
solo diario coniugale che, per i primi quattro anni della loro unione matrimoniale, Robert
Schumann e Clara Wieck compilarono a turno. Il compositore e la pianista si sposarono
infatti il 12 settembre del 1840 nella piccola chiesa di Schönfeld nei pressi di Lipsia,
dopo aver finalmente piegato le violente resistenze di Friedrich Wieck, padre di Clara,
che fino alla fine osteggiò la loro unione. In effetti, anche per il carattere
contrastato del loro amore, quello tra Robert e Clara rappresenta uno dei tipici esempi di
passione romantica, di coinvolgimento totale tra mondo dell’arte e vita di coppia: la
redazione quotidiana del loro diario costituì proprio il momento più intimo e segreto di
tale sodalizio affettivo e musicale. E la residenza lipsiense di Inselstrasse, che gli
Schumann occuparono appena sposati, rappresentò la conquista della tanto agognata vita di
famiglia dopo i tormentati anni di fidanzamento, al punto che Schumann annotò come prima
frase del diario: "pochi avvenimenti, felicità assoluta" (13-20 settembre
1840), segno di una raggiunta stabilità, almeno apparente, e dell’inizio di una vita
borghesemente tranquilla nel cuore della pacifica provincia tedesca (atteggiamento che gli
valse l’acida qualifica di "Spiess" [piccolo borghese] da parte di
Ferruccio Busoni).
La dimensione "borghese" degli Schumann è tuttavia il frutto
delle tendenze dei tempi: la generazione romantica fu la prima completamente cosciente
dell’affrancamento dalla dipendenza cortigiana, sicché i musicisti esercitavano la
loro professione nella più totale indipendenza vendendo le loro opere agli editori e
lavorando sulle commissioni dei teatri e delle istituzioni concertistiche. Oltre a ciò
S-chumann svolgeva una significativa attività pubblicistica dirigendo la Neue
Zeitschrift für Musik la rivista musicale "progressista" da lui stesso
fondata nel 1834. Tuttavia, proprio la conquista della libertà creativa e sociale
determinava non pochi ostacoli nella gestione familiare di due artisti ugualmente
impegnati nelle rispettive attività: le numerose tournée concertistiche di Clara sono
rivelatrici di queste difficoltà che allora parevano insormontabili e di cui forse il
vecchio Wieck era consapevole fin da principio. Il diario riporta fedelmente il
preoccupato stato d’animo di Schumann, vincolato alla composizione e alla direzione
della rivista nonché impegnato ad accudire la primogenita Marie: "la separazione mi
ha reso di nuovo tangibile la nostra situazione particolarmente difficile [...]. Bisogna
assolutamente che troviamo il modo di utilizzare e sviluppare parallelamente i nostri
talenti" (10 marzo 1942).
Anche la vita sociale degli Schumann, ampiamente documentata nei diari,
costituisce per noi un punto di osservazione assai prezioso dell’attività musicale
in Germania durante la metà dell’Ottocento. L’organizzazione degli spettacoli e
delle istituzioni musicali, lo svilupparsi del gusto del pubblico e le tendenze delle
diverse scuole sono documentate e filtrate attraverso giudizi spesso molto puntuali su
compositori, pianisti e musicisti in genere. Se degno della massima stima come musicista e
amico si dimostra Felix Mendelssohn, protagonista della vita musicale della Lipsia di
quegli anni e frequentatore assiduo di casa Schumann, assai più articolato appare il
giudizio su Franz Liszt. Sul piano del puro virtuosismo il démone del pianoforte è
ammiratissimo dalla collega Clara Wieck (all’epoca famosa quasi quanto lui), mentre
sul gusto interpretativo dell’ungherese la signora Schumann sembra avere non poche
riserve che diventano giudizi totalmente negativi se si parla delle sue composizioni.
Anche gli operisti non godevano di troppa fortuna dalle parti di Inselstrasse. A proposito
di Wagner, Clara scrive dopo aver assistito al Rienzi: "la mia unica reazione
era di scontento" (18 novembre 1844); il giudizio negativo su Wagner era peraltro
condiviso dalla cerchia lipsiense dove sembrava essersi costituita, attorno a Schumann e
Mendelssohn, una vera e propria opposizione all’imperversare della scuola
neo-tedesca. Sempre Clara, commentando l’entusiasmo dell’amica Josepha Tutein,
anch’essa pianista, a proposito delle opere di Bellini e Donizetti, allora
all’apice della fama in Europa, è laconica: "questo lo si può accettare da una
persona incompetente, ma non da un musicista, che vuole essere considerato tale" (26
marzo 1841). Robert, in genere nel diario più misurato della moglie nei giudizi, qualche
anno più tardi sarà ancora più risoluto nei confronti della Favorita che
definirà "musica da teatro di burattini".
Il diaro coniugale di Robert e Clara Schumann si presenta dunque come un
veicolo assai prezioso per interpretare uno dei momenti più decisivi della storia della
musica europea, filtrato dagli occhi di due artisti impegnati su più fronti; tuttavia
esso ci consente anche di approfondire la conoscenza di un ricchissimo panorama artistico
e sociale costituito non solo dai principali protagonisti di quell’epoca ma anche da
una schiera di più oscuri personaggi (musicisti poco conosciuti, redattori della Neue
Zeitschrift für Musik, allievi di Clara, ecc.) per i quali è stato curato al termine
del volume un esauriente indice biografico. |