MARI Alberto

Musica online

APOGEO
1999
pp.196

"Arte di combinare più suoni in base a regole definite, diverse a seconda dei luoghi e delle epoche". Questa è la prima definizione del termine "musica" riportata dal dizionario della lingua italiana Zingarelli. Partire dalle parole può essere utile perché può aprire numerosi spazi di riflessione. Spesso infatti nel momento in cui si entra in contatto con un libro è proprio il titolo a fornire le prime indicazioni sul contenuto ed a mettere in moto nel lettore complessi meccanismi di aspettative; più ambiguo è il titolo, più ampi sono gli orizzonti offerti all’immaginazione ed alla curiosità di chi si appresta a leggere. Dal vasto spettro di significati racchiusi nella definizione citata all’inizio, si può comprendere quanto sia di incerta interpretazione Musica online, titolo del volumetto di Alberto Mari recentemente pubblicato dalla casa editrice Apogeo. Una riflessione sul modo in cui la rete Internet si rapporta all’universo musicale è sicuramente di estremo interesse, tuttavia ci si può chiedere cosa si nasconda sotto il termine "musica". La prima riflessione che sorge nel corso della lettura riguarda proprio il significato che questa parola assume nella società contemporanea: il fatto che il libro sia dedicato quasi completamente alla musica leggera ci permette di prendere coscienza del modo in qui questo vocabolo, nel suo uso più "comune" si sta progressivamente svuotando di quella pluralità di senso, di quella diversità "a seconda dei luoghi e delle epoche" di cui in precedenza. A differenza di altre forme espressive, oggi per la maggior parte delle persone il significato di "musica" ha come referente la musica leggera: se parlando di "pittura", di "scultura" è molto comune pensare a Giotto o Michelangelo, diviene sempre più difficile, soprattutto per le giovani generazioni, associare, "musica" a nomi come quelli di Mozart o di Beethoven. Se Musica online testimonia questa difficoltà, la lettura di questo testo può comunque essere un punto di partenza per esplorare la rete alla ricerca di informazioni relative al mondo della musica classica: nella tradizione di Apogeo, editore specializzato nel settore informatico, il libro, pur scritto con un linguaggi discorsivo, assume le vesti di una guida; sta quindi nella capacità sia dell’autore sia del lettore di poter trasferire i ragionamenti esposti nel libro in un ambito differente.

Proprio per la sua natura manualistica, Musica online si presenta innanzitutto come occasione per riflettere su Internet, sulle sue caratteristiche generali e su ciò che essa offre al mondo musicale per quanto riguarda sia gli elementi tecnico-pratici (dalla connessione, al commercio elettronico, dalle innovazioni hardware ad informazioni sui formati dei file audio), sia gli aspetti relativi alla "filosofia" della rete. Viene così mostrata la doppia faccia del cyberspazio: accanto ai siti ufficiali delle case discografiche o degli stessi artisti, si attribuisce rilevanza agli spazi sia degli amatori, sia dei musicisti "indipendenti" sia, infine, alla possibilità di poter discutere argomenti di carattere musicale in newsgroup o mailing list. Si mette così in evidenza come l’interattività dei nuovi mezzi di comunicazione permetta di dare voce non solo alle minoranze, ma anche al pubblico. Crediamo che in queste opportunità risieda la natura dialettica di Internet: essa è un’importante vetrina per i nomi più importanti del panorama discografico (Mari cita Claudio Baglioni, ma si potrebbe trasferire lo stesso discorso a Luciano Pavarotti), con i quali il navigatore può comunicare; dall’altra parte la modalità trasversale di questo nuovo medum mina la struttura piramidale che la comunicazione ha avuto fino a questo momento. La possibilità di scambiarsi informazioni di qualsiasi genere, anche e soprattutto di file audio, resa ancor più possibile dalla recente introduzione del formato di compressione Mp3, ha creato qualche crepa nei meccanismi delle grandi majors e del commercio discografico, ufficiali ed ha posto grosse difficoltà nel sistema del diritti d’autore. Poiché, infatti, la rete è un territorio virtuale senza frontiere, è assai difficile stabilire regole valide in tutte le nazioni; definire dall’altro canto un’autorità all’interno di Internet significherebbe snaturare le caratteristiche di questo mezzo, significherebbe, cioè ripristinare un’organizzazione accentratrice e unidirezionale nella gestione e nella diffusione dell’informazione. Si rischierebbe di far tornare nel silenzio realtà che hanno trovato in Internet spazio e voce. E proprio Mari ne fornisce un validissimo esempio mostrando come in rete vi siano numerosi siti di musica antica, ambito un po’ in ombra rispetto all’attività discografica e concertistica.

Tuttavia nel momento stesso in cui tratta questa argomentazione, l’autore mostra i limiti del suo ragionamento. Nel tentativo di fare apprezzare la musica medioevale e rinascimentale, Mari rintraccia in essa l’origine di molte canzoni. L’interesse per il semplice aspetto delle note scritte e non della loro resa timbrica e la tendenza a semplificare la complessità dell’evento musicale sono presenti in molte parti del testo: egli parla, ad esempio, dei file in formato MIDI come di un urtext di un brano, poiché essi memorizzano non il suono, ma le informazioni sulle note che dovranno poi essere elaborate dalla scheda audio. Per questo le riproduzioni fatte dai computer domestici risultano spesso impoverite soprattutto sotto il profilo timbrico. Al contrario l’estetica moderna ha messo in evidenza l’inscindibilità di forma e contenuto e quindi, come per gli arrangiamenti rock di brani classici, la mera esecuzione delle note elude completamente il senso che il compositore ha voluto esprimere.

Da Musica online emerge l’impressione che Internet promuova un approccio non riflessivo in cui il puro tecnicismo, il navigare da un sito all’altro tolga l’autentico piacere dell’ascolto. Questa concezione "usa è getta" della musica è evidente in due frasi: "possiamo collegarci ad Internet, scaricare una cantata di Händel in Mp3, trasferirla all’interno del Rio e ascoltarla in treno mentre andiamo in ufficio. Domani, quando ormai ci saremo stufati di Händel, cancelleremo la memoria inserendo un nuovo brano" (p.61). Più oltre, parlando di una canzone jazz si legge: "per la prima volta dopo tanto tempo mi sono fermato per ascoltare soltanto" (p.130). Temiamo che l’autore abbia dovuto sacrificare la sua natura di esecutore di musica antica alla linea editoriale ottimistica di Apogeo, benché la seconda frase riveli una cerca superficialità anche da parte dello stesso Mari-

Il volume contiene un CD ROM allegato che presenta i link alle risorse citate nel testo ed una serie di software per la gestione digitale del suono.

Stefania Navacchia

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