RESCIGNO Eduardo

Le trame dell'opera Tutto sui 50 capolavori del teatro operistico

RICORDI - BMG
2000
pp.240

L'opera lirica, fin dalla sua prima apparizione quattrocento anni fa (come è noto, infatti l'Euridice di Peri e Caccini fu rappresentata per la prima volta a Firenze il 6 ottobre 1600), è data dalla fusione di tre differenti forme espressive: musica, parola ed immagine intesa come azione scenica. Come nel teatro di prosa, anche in quello lirico la narrazione, cioè la trama, viene costruita sull'intreccio tra il linguaggio verbale e quello visivo. Questi due codici sono gli elementi che consentono una prima e più superficiale comprensione dell'opera in musica: anche senza cimentarsi nella ricerca di arcani significati filosofici e complicate architetture formali, lo spettatore "neofita" è in grado di seguire una storia accompagnata dalla musica. Crediamo che un simile approccio sia estremamente limitativo, ma che possa altresì costituire un importante punto di partenza per giungere ad una fruizione più attenta e consapevole del teatro musicale in generale: per molti l'opera costituisce inoltre il punto di partenza per una passione che può investire, col tempo, tutta la musica classica. Proprio per chi compie i primi passi di questo percorso può essere molto utile il volume della BMG-Ricordi Le trame dell'opera Tutto sui 50 capolavori del teatro operistico di Edoardo Rescigno, che racconta le trame di alcuni fra i più importanti melodrammi degli ultimi due secoli e mezzo ed è rivolto principalmente, come si legge nell'introduzione a "chi vuole seguire lo svolgersi di una vicenda teatrale, ma non ha il tempo, o la voglia, o la possibilità, o l'occasione di leggere il libretto" (p.4). Il linguaggio utilizzato per narrare le trame adotta molti termini contenuti nel testo cantato a dimostrazione che la finalità primaria del libro è quella di fornire allo spettatore che si accinge ad entrare in teatro quelle notizie fondamentali che gli consentono di comprendere l'opera e ciò che accade in scena. A questo scopo il volume è strutturato in schede, ciascuna relativa ad un melodramma; esse ne contengono il nome completo (es.: Ernani, dramma Lirico in quattro parti), il compositore, il librettista, la fonte da cui è stata tratta, il luogo e la data della prima rappresentazione assoluta e della prima italiana (come nel caso di La fanciulla del West), i personaggi principali, gli incipit delle arie e dei concertati più famosi, l'ambientazione ed infine, prima del racconto di ciò che accade in una determinata scena, una breve descrizione di come è disposto il palcoscenico. Anche visivamente la narrazione della trama è ben divisa secondo gli atti e i quadri dell'opera e la prima volta che viene citato un personaggio il suo nome appare scritto in grassetto. Per mezzo di note a piè di pagina è possibile inoltre avere informazioni aggiuntive sulle varie opere e scoprire così, ad esempio, che il titolo originale de Il barbiere di Siviglia era Almaviva, ossia L'inutile precauzione, o che il sottotitolo del Così fan tutte è La scuola degli amanti. Uno dei fini di questa pubblicazione, quindi, è fornire informazioni rivolte a chi si accinge ad andare all'opera, e stimolare un tipo di apprendimento basato non sulla riflessione, ma sul semplice riconoscimento, cioè sul confronto tra gli eventi scenici fruiti e quanto letto in precedenza. Proprio a partire da questa finalità Rescigno ha compiuto un lavoro molto preciso per quanto riguarda la chiarezza non solo del racconto e ma anche delle informazioni fornite. Crediamo infatti che questo sia in definitiva un testo di consultazione che accompagna il lettore dai primi approcci al mondo dell'opera fino ad una conoscenza più approfondita della storia del melodramma. In fondo al volume sono riportati una serie di indici che estrapolano in vari modi i dati relativi alle opere. Il lettore può così compiere da solo delle ricerche e documentarsi attraverso una cronologia, elenchi dei compositori, dei teatri ove si sono svolte le prime rappresentazioni, dei librettisti, degli autori delle fonti letterarie, dei personaggi e degli incipit. Questi indici permettono di giungere al melodramma e alla sua conoscenza attraverso varie strade e forme di ricerca. Il problema dei destinatari è centrale per comprendere non solo le finalità del libro, ma anche le motivazioni che hanno condotto Rescigno a scegliere quelle cinquanta opere e non altre. A prima vista egli sembra far riferimento alla nozione di "repertorio", ma riteniamo che questo concetto abbia un carattere storico e perciò sia in continuo cambiamento: i melodrammi inseriti (i capolavori del melodramma italiano e francese, le principali opere di Wagner, Il flauto magico, e la trilogia Mozart-Da Ponte) sembrano riferirsi ad altre stagioni dei teatri d'opera del nostro Paese. Ma anche considerando questa prospettiva sorgono alcuni dubbi: la presenza di un opera come Luisa Miller, assenze come quella di Boris Godunov, o dei melodrammi di Massenet o delle opere di Richard Strauss (assenze imperdonabili Salome, Elektra e Rosenkavalier) rendono difficile la comprensione di qualsiasi criterio di scelta. Certo l'autore non ha voluto accogliere le istanze delle modernità escludendo dal volume ogni sorta di produzione delle avanguardie. Altro punto di criticità è l'uso incoerente delle lingue originali: i titoli delle opere straniere e molti nomi dei loro personaggi vengono riportati in italiano, mentre gli incipit delle arie in lingua originale. Per quanto riguarda l'indice di questi ultimi, vengono riportati sia nella versione italiana sia in quella straniera. Questa scelta fa riferimento ancora una volta a una tradizione ormai superata di tradurre in italiano le opere straniere (i sopratitoli, che sono entrati in uso nei teatri negli ultimi lustri, non costituiscono una versione ritmica dei libretti). Se la scelta delle opere e l'uso delle lingue non rispondono a criteri attuali, ci sembra di potere vedere nell'attenzione rivolta alla descrizione della scena ed all'identificazione dei personaggi e dei brani più celebri, una buona strada per rinnovare la fruizione dell'opera in musica. Negli ultimi decenni si è sempre più passati da una visione centrata sulle prestazioni vocali ad una prospettiva d'insieme che ha attribuito maggiore importanza a regia e direzione, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta. Certo è che il pubblico che si avvicina oggi al mondo del melodramma è sempre meno abituato ad andare a sentire questo o quel cantante, ma si appresta ad assistere a una bella storia raccontata dalla musica, dal canto e dalla messa in scena. Per questo crediamo che fra i tanti libri che vogliono guidare all'ascolto dell'opera lirica questo sia, grazie alla sua organizzazione interna, particolarmente attento alle nuove generazioni. Peccato che questa focalizzazione non sia accompagnata dell'apertura a nuovi tipi di repertorio che stanno sempre più entrando nei cartelloni dei teatri.

Stefania Navacchia

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