CRESTI Renzo

L’arte innocente. Le vie eccentriche della musica contemporanea italiana (Mario Cesa, Gianpaolo Coral, Fernando Mencherini, Gianfranco Pernaiachi, Nicola Cisternino, Biagio Putignano, Gianvincenzo Cresta)

RUGGINENTI
2004
pp.368

L’arte innocente è un libro di Renzo Cresti che ospita all’interno alcune altre voci critiche che, ponendosi fuori dal coro, non intendono affatto ricostituirne uno, ma piuttosto approcciare, attraverso sguardi pertinenziali diversi, le sfaccettature dell’opera di alcuni compositori italiani altamente rappresentativi. Dato che chi scrive è stato uno degli "invitati" a questo dialogo comune che non teme differenze, ma ambisce a demoltiplicare le relazioni, Orfeo nella Rete ha tardato, per discrezione, ad entrare nel merito del libro promosso e in larga parte redatto da Renzo Cresti.

Non ci si può esimere dal rilevare come tale volume rappresenti uno sforzo di approfondimento e di dibattito incrociato che non dovrebbe rifluire nel silenzio. L’attenzione dovrebbe in primo luogo essere proporzionata a due fattori, al rischio e all’onestà di questo volume.

Se inizia con una serie di "citazioni colte" come il celebre Fase seconda di Mario Bortolotto, il libro di Cresti non assume una schiera di compositori già depositati nella storia della musica (nel ’68 Berio, Nono e gli altri erano sotto i riflettori del mondo musicale), ma prova a campionare lo stato della musica italiana attraverso compositori che hanno in comune un percorso incidentato, sommerso, inattuale. Il rischio è quello di scegliere ciò che altri hanno messo in secondo ordine, di portare alla luce una "riserva" di esperienze che può gettare luce nuova su un presente sempre più conquistato al marketing artistico. Quanto all’onestà, Cresti è chiarissimo e deliberatamente provocatorio rispetto a una serie di prese di posizione, per esempio contro asfittiche metodologie e a favore di un impegno critico. In secondo luogo, chiamando a raccolta saggisti di provenienze diverse e con impostazioni anche in controtendenza, dimostra come la sua intenzione sia sollecitare un prendersi cura di quanto viene prodotto musicalmente oggi in Italia, e non la ricerca di una convergenza critica che saldi il prestigio di un gruppo di compositori rispetto ad altri.

Il lettore può trovare: a) brani dei compositori su un Cd Rom esteticamente ben confezionato (anche se inutilmente sovraccarico di richiami teorici che non si traducono poi in analisi dei brani), b) una raggiera di interventi critici su di essi, ma anche c) più di cento dense pagine di attraversamento della musica del Dopoguerra. È insomma un percorso fruibile per chiunque, dato che fornisce lo sfondo storico-critico, il materiale e l’indagine di quest’ultimo. Ed è anche un libro volutamente vulnerabile, che riesce a mettere in gioco il proprio credere in anche quando le dita attorno sembrano a tutti i costi segnalare che non è più il caso.

All’interno contiene saggi di Moreno Andreatta, Pierluigi Basso, Paola Ciarlantini, Fiorella Sassanelli, Luigi Verdi, nonché alcuni dipinti di Giovanni Spiniello. CD-ROM allegato curato da C. Moscariello.

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