ARCHIVIO LUIGI NONO
Luigi Nono 1924-1990. Maestro di suoni e di silenzi
Palazzo Cini di S. Vio
La settimana lagunare ha dedicato a Luigi Nono anche l'inaugurazione
della mostra Luigi Nono 1924-1990. Maestro di suoni e di silenzi,
che dal 17 settembre durerà fino al 12 novembre, presso il Palazzo
Cini di S. Vio (orario 10-13/14-18, chiuso il lunedì). La mostra è organizzata
dall'Archivio Nono, presso il quale è conservato l'intero lascito del
compositore, e dalla Fondazione Giorgio Cini. La scommessa di evocare
la maestria sia dei "suoni" che dei "silenzi" del
compositore attraverso l'occasione commemorativa, appare pienamente vinta
grazie alle pagine del "libro segreto" distribuite lungo il
percorso espositivo e nelle quali si ritrovano focalizzati in modo più
che pertinente gli sforzi creativi prima ancora delle creazioni stesse.
I "silenzi", che risiedono sostanzialmente negli schizzi e nelle
interminabili grafie che sono sempre state alle spalle di ogni creazione
noniana, informano il visitatore dell'intenso fervore che ne accompagnava
il lavoro. Di Nono si vuole evidenziare soprattutto quella rapida e vorace
sensibilità che gli ha permesso di cogliere gli impulsi più vari, sia
letterari sia visuali: Turner e Tintoretto insieme con Vedova, Burri,
Tarkosvkij, ed ancora Hölderlin, Pollock, Kandinskij, Scarpa, Gaudì. Si
assiste in definitiva ad un evento senz'altro straordinario, che ricostruisce
le diverse tappe di un percorso interiore.
La mostra è suddivisa in quattro parti: nella prima sono esposti 23
pannelli fotografici, che recano foto e citazioni di e su Nono, oltre
a materiali originali e autografi musicali.
La testimonianza della collaborazione con artisti quali Emilio Vedova,
Bruno Maderna, Claudio Abbado, Renzo Piano, nella seconda parte della
mostra, sancisce la genesi e il divenire, in particolare, delle opere
teatrali Intolleranza 1960 (1961), Al gran sole carico d'amore
(1975), Prometeo (1984), di cui si trovano ampie ed interessanti
documentazioni attraverso fotografie, video, modellini delle scenografie.
La terza parte è dedicata in modo specifico alla genesi di La fabbrica
illuminata (1964), per soprano e nastro magnetico; qui il pubblico
può ritrovare gli entusiasmi della creazione, attraverso la raccolta dei
materiali sonori, la scelta dei testi, curata da Giuliano Scabia, la realizzazione
del nastro magnetico, le prove con la cantante, l'elettronica.
Una sala d'ascolto, infine, conclude e corona l'itinerario celebrativo
di questa che si può considerare forse l'ultima straordinaria creatura
della civiltà musicale veneziana: una scelta fra le partiture più significative
supporta in modo ottimale l'ascolto dei cd. |