Problemi ed orientamenti dei musei musicali europei
Si è svolto a Milano, il 20 febbraio
scorso, nella sala Esedra del Museo del Teatro alla Scala, un incontro
aperto a un ristretto pubblico di invitati, sulle problematiche dei Musei
Teatrali. Il dibattito ha costituito il momento conclusivo di una giornata
di lavoro che ha visto presenti gli esponenti delle realtà museali teatrali
non solo italiane, ma anche europee. Erano presenti infatti i rappresentanti
del Museo del Teatro alla Scala (Dott. Sartorio e Dott.ssa Ricci), del
Museo Teatrale di Trieste (Dott. Bianchi), della Biblioteca Teatrale del
Bucardo (Dott.ssa Iovinelli), del Museo Teatrale dellOpera di Parigi
(Dott.Vidal) e Theatermuseum di Vienna (Dott.ssa Dostal).
E stata unoccasione
per una importante riflessione che ha messo in evidenza limportanza
e la difficoltà di gestire una realtà così particolare: la gestione di
strutture museali comporta già oggi un notevole impegno, tanto più è problematica
la conservazione di un patrimonio così delicato come quello che riguarda
la storia di una istituzione musicale (strumenti, partiture, documenti,
quadri, costumi, bozzetti, scenografie, oggettistica, ecc.). Dallincontro
è emerso che questo tipo di realtà deve in questi anni adeguare il proprio
status alle esigenze della società contemporanea: se il Museo è stato
uno dei luoghi che letà moderna ha consegnato alla cultura, ora
esso deve mantenere la propria identità nel cambiamento della struttura
economica della civiltà contemporanea. Proprio questo è stato il punto
centrale sul quale si sono confrontate le diverse modalità di gestione
dei Musei Teatrali presenti, che pur nella loro diversità giuridica ed
amministrativa, hanno tutti messo in rilievo la tendenza ad una autonomia
gestionale. Il dilemma fra pubblico e privato sembra ovunque privilegiare
la seconda modalità ad eccezione, forse di Trieste, la cui proprietà e
la cui gestione .sono completamente comunali. Anche il Museo di Vienna
infatti, che è di proprietà dello Stato, ha in previsione di gestire autonomamente
i proventi degli ingressi e di avviarsi quindi verso una logica più imprenditoriale.
Questa evoluzione economica e amministrativa, che favorisce anche la ricerca
di sponsorizzazioni, quali effetti potrà avere sugli aspetti puramente
culturali? Come hanno messo giustamente in evidenza sia il Dott. Sartorio,
sia la Dott.ssa Iovinelli, la necessità di incrementare gli introiti attraverso
un lavoro di immagine rischia di far passare in secondo piano laspetto
della conservazione, che costituisce lidentità originale dellistituzione
museale. Il cambiamento economico e sociale sta ponendo grossi problemi
alla cultura: sono problemi aperti che attendono una risposta negli anni
a venire. |