Il catalogo COL LEGNO

Da qualche mese la casa discografica col legno ha ritrovato ampia distribuzione nel mercato italiano, rendendo disponibile finalmente su CD alcuni lavori contemporanei di notevole importanza. La col legno possiede, fin dagli esordi, una vocazione spregiudicata, che la conduce a pubblicare opere "estreme" di compositori già celebrati, oppure a dare credito ad altri giovani o marginali, regolarmente trascurati da altre etichette. Inoltrarsi nella ascolto delle edizioni col legno, è quindi sempre un'esperienza piuttosto spaesante e nel contempo stimolante, che fornisce talvolta scoperte entusiasmanti, talaltra delusioni cocenti. In ogni caso, merito della col legno, salvo rarissimi casi, è quello di curare delle incisioni semplicemente perfette e anche le esecuzioni, vengano da musicisti famosi o quasi sconosciuti, palesano sempre un notevole studio e approfondimento della partitura. Non fa difetto a questa piccola casa discografica nemmeno la cura estrema nella "confezione" dei CD, l'eleganza dei cofanetti e l'originalità della grafica. Un difetto dei primi CD usciti nei primi anni novanta era dato dalle note, lunghe e tanto approfondite da fornire veri e propri ragguagli sulle tecniche esecutive, ma redatte solo in tedesco.

«Col legno» - come tutti sanno - indica quella tecnica esecutiva propria degli strumenti ad arco, per cui si capovolge l'archetto mettendo a contatto direttamente il legno sulle corde; una tecnica già usata sporadicamente nei due secoli precedenti, ma diventata dopo il 1950 un po' il simbolo dell'irruzione di tecniche esecutive estreme che abbattono la soglia tra suono e rumore. Ecco allora che è esplicita fin dalla denominazione la vocazione della casa editrice di Monaco; il lettering utilizzato nel marchio è ancora più significativo; 1) è scritto tutto in minuscolo, per precisare il proprio situarsi fuori dai canoni (antigrammaticalità) e per significare la propria antiretoricità autocelebrativa; 2) il carattere è sottolineato, ad indicare la perentorietà e sicurezza di come ci si propone e di ciò che si vuole affermare; 3) il carattere è irregolare, come inciso a mano su legno, a valorizzare i tratti dell'artigianalità, della sregolatezza, ma anche della "permanenza", del non essere soggetti a rapida obsolescenza.

Del catalogo col legno solo quattro CD erano circolati con una cerca regolarità sul mercato italiano, dato una sporadica collaborazione con la SONY, che li aveva distribuiti. Tra questi emergeva la registrazione di un concerto monografico dedicato a Luigi Nono durante il Festival di Salisburgo del 1993; si tratta, senza ombra di smentita, di una delle edizioni più importanti per ciò che concerne il repertorio della musica contemporanea, un CD fondamentale, sia naturalmente per il valore straordinario delle opere noniane contenute (Das atmende Klarsein / Con Luigi Dallapiccola / ...sofferte onde serene...), sia per la bellezza e rigorosità delle esecuzioni (l'incisione live è perfetta).

In questo pacchetto trovava posto anche un doppio CD live, «Concerto-ritratto» di György Kurtág, ricco ma penalizzato da un'incisione un po' rumorosa e non limpidissima.

Dal nuovo catalogo si devono segnalare:

1) la presenza della prima incisione de Un Re in ascolto, opera di Luciano Berio, su libretto di Calvino; si tratta di un lavoro della metà degli anni ottanta, con qualche momento riuscito e molte opacità, che lasciano un po' d'amaro in bocca per un incontro non del tutto riuscito tra due "grandi" della cultura italiana.

2) il «concerto-ritratto» dedicato a Friedrich Cerha (1926), famoso più come direttore d'orchestra, ma in realtà anche ottimo compositore; nel doppio CD campeggia il monumentale lavoro orchestrale Spiegel (1960-61), che insieme a Fasce, costituisce uno dei vertici assoluti dell'opera del maestro viennese. Malgrado i suoi lavori si possano avvicinare a quelli di Ligeti e Penderecki dei primi anni sessanta, Cerha possiede un'indubbia originalità e eloquenza, una meno decisa tragicità, contraccambiata da una mistura di atmosfere, torbide, polisemiche, talvolta di inafferrabile umore. I lavori più recenti di Cerha, testimoniati in questo CD da Monumentum für Karl Prantl (1988) e da Für K (1993), dimostrano che la vena creativa e la vocazione all'elaborata tessitura orchestrale, non si sono interrotte, anche se non si può non notare una minor freschezza e vivacità delle soluzioni timbriche e uno sviluppo del discorso musicale più avviluppato e diafano.

3) l'opera completa per flauto (La fabbrica degli incantesimi 1977-1989) di Salvatore Sciarrino, eseguita dall'immancabile Roberto Fabbriciani, a cui l'intera serie è dedicata: l'ascolto dei sette brani, sempre sull'orlo del silenzio e nella difficoltà estrema di tenere compatto il discorso musicale che procede per scaglie di fremiti, respiri e armonici, è indubbiamente difficoltoso, ma la pazienza è riappagata dalla scoperta di tratti di straordinaria suggestione: in fondo è il mondo musicale più intimo che si possa immaginare, ed anche il più fragile: è un mondo che chiede un'immersione completa dell'ascoltatore, ma che ha reale potere d'incanto.

4) giova qui ribadire l'importante contributo della col legno alla diffusione dell'opera di Helmut Lachenmann (4 CD editi) e già in altra sede abbiamo sottolineato come soprattutto Ausklang e Allegro sostenuto vadano considerati tra i lavori più importanti degli anni ottanta, qui magnificamente eseguiti (spicca soprattutto la presenza del grandissimo Massimiliano Damerini, per uno dei più grandi pianisti contemporanei).

Il catalogo col legno vede anche una serie di CD dedicati a Morton Feldman: si tratta purtroppo dell'incisione di lunghi e estenuati lavori degli anni ottanta, tra l'altro tutti già ampiamente presenti sul mercato in altre etichette: non farebbe male col legno a scavare invece nelle molte perle feldmaniane, inedite su CD, che vanno dai primi anni cinquanta a metà degli anni settanta.

Avremo modo, invece, di tornare in altre occasioni sulle altre numerose edizioni col legno, sperando che tale casa ritrovi nuovi linfa, dato che è rimasto uno dei pochi baluardi della diffusione della musica contemporanea.

Pierluigi Basso Fossali

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