I Tre tenori cantano Natale

Come resistere al fascino di questo titolo proposto in seconda, quasi tarda, serata da Retequattro il giorno di Natale? Non resistiamo e ci caschiamo una seconda volta dopo l'esibizione parigina dell'estate '98.

Cosa faranno i tre? Entreranno sulla slitta trainata dalle renne vestiti da Babbo Natale con la gerla piena di balocchi in spalla? Oppure saranno vestiti da Re Magi, avvolti in ricchi mantelli, col turbante in testa e faranno un ingresso a cavallo di cammelli carichi di doni? Oppure opteranno per un vestito da albero di Natale con palline e lucine accese e i pacchi ai piedi? E se scegliessero dei costumi da begli angioloni barocchi, quelli che nel presepe sopra la capanna reggono la scritta "Gloria in excelsis Deo"? O da pastori con le ciaramelle e l'agnello in spalla, con uno dei due spagnoli nel ruolo del caganer, statuina tipica del loro presepe? Se fossero spiritosi potrebbero pensare di addobbarsi come tutti li vorrebbero vedere, invece di indossare il solito frac.

Ci sintonizziamo quando ancora non è terminato il film: "Totò e Peppino divisi a Berlino" che ci fanno immediatamente cogliere la differenza tra "comico" e "ridicolo". Un po' di pubblicità e ci siamo:

DALLA KONZERTHAUS DI VIENNA
SONY CLASSICAL MUSICAL EVENTS
Presenta
"I TRE TENORI CANTANO NATALE"

La sala del Konzerthaus è tutta illuminata sui toni dell'azzurro e del blu con un finto cielo stellato come sfondo sul quale brillano centinaia di lampadine a mo' di stelle. I bambini del coro sono già schierati, i maschietti sono insalamati in una specie di pigiamino blu di raso, mentre le femminucce indossano un vestitino di velluto ugualmente blu. Entra Steven Mercurio cui assegniamo d'ufficio il premio speciale di Orfeo nella Rete: "Sono-molto-bello" di dicembre e poi i tre, con un'autentica ovazione. Purtroppo indossano il frac, mai un colpo di vita, mai un po' di fantasia e di originalità, pensate che entrée sarebbe stata se Pavarotti fosse stato travestito da Suor Pinguina e gli altri due da Blues Brothers o sempre lui da Slymer e gli altri due da Ghostbusters o tutti e tre da suorine come Sister Act. O in occasione del Giubileo tutti e tre da Papa con la tiara in testa. Ma i sogni son desideri chiusi in fondo al cuor.

Domingo sfoggia una barbetta alla "Oh, che lupo di mar" che lo fa somigliare al capitano Achab un po' bolso, mentre il Pava sembra il suo eterno nemico, però in nero molto tinto. La serata è un'autentica Winter Wonderland si susseguono meraviglie come: O tannenbaum, Tu scendi dalle stelle, Whyte Christmas, Stille nacht, Adeste fideles, Ninna Nanna di Brahms, un' Ave Maria composta da Pavarotti, forse quella di Schubert in questo contesto stonava, ad altre tipo Amazing Grace, Carrol of the drum, che col Natale c'entrano come le uova di Pasqua. Ma non importa, quel che conta è lo spirito. E ce ne vuole tanto per ascoltare Pavarotti cantare come una zampogna, dimenticarsi le parole ed inventarne a casaccio, tanto chissenefrega, siamo in Austria, qui l'italiano non lo capiscono, Carreras al quale oltre ad un ottima dizione in tutte le lingue non è rimasto altro, e Domingo che canta Un nuevo siglo, un capolavoro scritto da suo figlio, al quale deve tirare la volata. Quale occasione migliore del Natale per farlo, quando certamente c'è più audience. Il tutto in stile molto poco natalizio e molto più Broadway, mancano solo le Blu Belle Girls vestite da Babbo Natale che alzano la gamba mentre loro cantano. Potrebbe essere una trovata da non sottovalutare per il futuro.

I tre tenori sono ormai divenuti una maschera del teatro dell'opera, come Balanzone, Brighella o Pantalone lo sono della commedia dell'arte. Carreras, Domingo, Pavarotti sono come gli eroi di cartone, stupisce che non abbiano ancora pensato di farne un fumetto. Sono di plastica, come la Barbie con tutti i suoi vestitini, i suoi accessori, i suoi morosi. Sono un cartone animato vivente, e in questa serata "sono-molto-bello" Steven Mercurio li accompagna dirigendo i brani in stile Disneyland, al resto ci pensano loro trasportandoci nel mondo fantastico di: Adventureland - quando una volta perso il controllo dell'intonazione non sanno più dove andranno a parare per recuperarla; o in quello di: Fantasyland - quando si dimenticano le parole, il ritmo e il fraseggio e inventano spudoratamente. Si canta a soggetto, tutti insieme appassionatamente ma ognun per sé e Dio per tutti, perché non ce n'è uno che vada assieme agli altri due ed all'orchestra, ma sono piccoli dettagli in questa serata "volemose bbene". Se avessero un minimo di decenza ed un poco di rispetto avrebbero fatto almeno una prova prima.

Se non fosse che in tre hanno un reddito equivalente al bilancio di un paese neanche tanto povero del terzo mondo verrebbe da fargli la carità, se cantassero così all'angolo di una strada. Ma qui siamo in un tempio della musica, si sono pagati fior di quattrini per esserci e quindi si applaude qualunque cosa venga propinata, indegna, straziante o ridicola che sia.

A proposito di rispetto ci è sembrato altrettanto irriguardoso, da parte di Mediaset, troncare Carreras che stava cantando per mandare in onda la pubblicità di un detersivo per i piatti. Va bene che dobbiamo mangiare tutti e quindi i piatti li sporchiamo ma così è un po' troppo.

Lo spettacolo prosegue sullo stesso livello alternando brani della tradizione austro-tedesca, italiana e spagnola cantati tutti nelle tre lingue, per culminare con l'immancabile Jingle bells eseguita dai tre come la Marcia di Radetzky, forse un omaggio a questa bella serata dai profondi contenuti come il pensiero Heideriano. Un applauso speciale va invece a Zubin Mehta, che fedele a quanto dichiarato, in Austria non ci ha più messo piede.

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it