CAMPIONATO EUROPEO DI CALCIO
BELGIO – OLANDA
10 GIUGNO – 2 LUGLIO 2000
Tra poche settimane prenderà il via l'undicesimo campionato europeo di calcio. Per la prima volta saranno due paesi ad ospitarli, Belgio e Olanda, che si divideranno l'organizzazione del torneo in cui 16 nazioni e quindi 16 scuole nazionali si affronteranno per decidere quale sarà incoronata regina dell'Europa.
Gli olandesi sono tra i favoriti d'obbligo, considerato il vantaggio di giocare in casa, anche se non è più l'Olanda che anni addietro incantò il mondo intero.
Il Belgio, altro padrone di casa, sarà naturalmente sostenuto dai suoi tifosi e dai loro cori.
Anche la Francia campione del mondo si pone naturalmente come grande candidata alla vittoria finale non fosse altro che per la grandeur e la pomposità della sua scuola che mai di fatto, pur proponendolo, ha riunito il gusto francese a quello italiano.
L'Italia è sempre una squadra da temere, anche se dopo anni di dominio incontrastato del palcoscenico mondiale in cui ha imposto la sua lingua ed i suoi schemi è ora costretta ad affidarsi a un mix tra i suoi ultimi grandi interpreti ed i giovani dopo aver giubilato i senatori.
I campioni in carica della Germania non si arrenderanno senza dare dura battaglia combinando esperienza e novità.
La Spagna è forte in tutti i settori e ha diversi assi nella manica, tra tutte è quella che più si affida a giocatori di esperienza ma anche ai più attempati del torneo e questo alla lunga può costituire un handicap.
L'Inghilterra pur dotata da sempre di un'ottima scuola non è mai riuscita ad imporsi in questo torneo, vediamo se questa sarà l'occasione, sulla carta è tra le più forti ma sarà la platea a decretarlo.
La Repubblica Ceca potrebbe sfruttare il fattore sorpresa schierando giocatori poco conosciuti.
Il trio scandinavo di Danimarca, Norvegia e Svezia offre modelli di disciplina e volontà.
Tra queste la Svezia ci appare nettamente la più forte delle tre in tutti i reparti potendo contare su autentici pezzi da novanta, soprattutto in attacco.
La Romania è alla ricerca di una nuova guida in grado di ispirarla mentre il Portogallo, la Yugoslavia, la Turchia e la Slovenia affronteranno i riflettori europei con l'energia dei potenziali guastafeste.
L'undicesima edizione del più grande evento calcistico europeo si apre allo stadio de "La Monnaye" di Bruxelles, il 10 giugno con l'incontro tra Belgio e Svezia del Gruppo B. Prepariamoci dunque ad un "grandopera" calcistico.
Ovviamente ci attendiamo grande spettacolo fin dalla prima fase, per questo "Orfeo nella rete", anche per il nome che porta, seguirà per voi questo evento a cominciare dalla presentazione delle
squadre iniziando dalle padrone di casa: Belgio e Olanda.
Da Bruxelles, Silvano Santandrea per "Orfeo nella rete".
SCHEDE TECNICHE E FORMAZIONI
BELGIO
OLANDA
SVEZIA
ITALIA
INGHILTERRA
GERMANIA
FRANCIA
BELGIO
Allenatore: Philippe Herreweghe
Maglia: Rosso e giallo
Qualificazione: Paese ospitante
Il C.T. Philippe Herreweghe utilizza da
tempo un tradizionale ma collaudatissimo 4-4-2 sia a livello
internazionale che di club con il "Chapelle Royale" ottenendo
successi e fornendo sempre prove convincenti, non dovrebbero quindi
esserci grandi sorprese per questo "Europeo 2000".
Il Belgio è una squadra solida che come
molte delle finaliste del torneo si affiderà all'esperienza di alcuni
giocatori chiave nei vari reparti con l’obiettivo di passare il primo
turno senza correre eccessivi rischi, poi si vedrà.
In difesa viene confermato il blocco
della "Petite Bande" formato dai tre fratelli Kuijken. Wieland,
il maggiore, solido e dotato di esperienza decennale in campo
internazionale e Barthold, il più giovane, leggero ma più veloce,
giocheranno al centro, mentre a sinistra spazierà il collaudatissimo
Sigiswald, agile e veloce, incline alle proiezioni offensive che non
disdegna lunghe ed estenuanti fughe sulla fascia, palla al piede, in grado
di scardinare qualsiasi difesa. Qualche dubbio invece sulla destra dove
con ogni probabilità ci sarà Gael de Kerret che ricopre analogo ruolo
nel suo club "A sei voci".
Alle loro spalle tra i pali ci sarà
l’espertissimo Louis Devos, una sicurezza come nella migliore tradizione
belga in questo ruolo.
Come perno a centrocampo Herreweghe si
affiderà all’abilità di Henri Pousseur di comporre e orchestrare la
manovra e alle capacità esecutive di Julien Haas. Sulle fasce, vero punto
di forza del Belgio, ci saranno René Jacobs a destra e José van Dam a
sinistra, giocatori dal ricco bagaglio tecnico e dal vasto repertorio,
sempre capaci di interpretare i loro ruoli in maniera convincente. E’
dal loro fraseggio a centrocampo che Herreweghe si aspetta l’avvio di
quelle manovre corali che dovranno lanciare le due punte.
Sotto la guida di Herreweghe, la squadra
belga ha dimostrato notevoli progressi in attacco, potendo contare su
punte affidabili e di grande abilità. Il C.T. con ogni probabilità opterà
per il tandem d’attacco Francois Huybrechts e Rita Gorr, un centravanti
quest’ultimo di grande potenza e di lunga esperienza ad alti livelli,
che potrebbe ancora giocare un ruolo importante in questo torneo.
Dove potrà arrivare questa squadra è
difficile dirlo. Certo la panchina non è lunga e si può quasi dire che
Herreweghe abbia gli uomini contati, ma il fattore campo ed i celebri cori
dei suoi tifosi: il "Cantabile Gent", il "Collegium
Vocale", il "Gents Madrigaalkoor" potrebbero portarla molto
avanti.
OLANDA
Allenatore: Bernard Haitink
Maglia: Arancio e nero
Qualificazione: Paese ospitante
Molte volte tra le favorite nelle grandi
competizioni internazionali, l'Olanda ha spesso fallito a causa della
troppa sicurezza nelle proprie capacità. Gli olandesi hanno sempre pagato
la brutta abitudine di guardare dall'alto in basso, quasi con alterigia le
altre scuole che non considerano alla loro altezza. La missione affidata
ad Haitink è chiara: riguadagnare il podio d'Europa che fu già
dell’Olanda anni addietro.
Il neo c.t., con un ottimo passato da
centrocampista difensivo, sa che la critica olandese, tradizionalmente
molto severa, non gli concederà errori. Dovesse fallire ad Euro 2000 non
gli verranno concesse altre opportunità alla guida dell'Olanda,
soprattutto considerando che Gustav Leonhardt potrebbe rendersi presto
disponibile a sostituirlo. Le credenziali di Haitink come allenatore sono
quindi più che mai sotto esame.
La sua Olanda è una bella squadra sulla
carta, ma ben lontana da quella che i nostalgici degli anni addietro,
ricordano con emozione come quella degli "olandesi volanti", che
rivoluzionarono gli schemi dell’ars antiqua con uno stile basato
sull’uso sistematico del contrappunto, fatto di continue sovrapposizioni
di parti dove tutti si muovevano simultaneamente in piena armonia con
manovre corali prevalentemente orizzontali. A quel tempo, Leonhardt,
Bruggen, Schroeder facevano sognare l'intero continente. Ed anche Haitink
vestiva la maglia arancione della nazionale.
Oggi questa formula è un po'
arrugginita ma sapendola applicare è sempre in grado di colpire nel
segno. Haitink, però, non predilige questo schieramento tattico. Il suo
modulo preferito sembra essere il 4-4-2 con due veloci ali: Bob van
Asperen e Ton Koopman, che possono imperversare lungo la fascia
a gran velocità, creando non pochi problemi ai diretti avversari e non
disdegnando di segnare qualche gol di tanto in tanto, un libero: Reinbert
de Leeuw, con licenza di sganciarsi in avanti seguendo il suo estro e
la sua inventiva e due attaccanti tradizionali, la più potente Jard
van Nes esperta di calcio ribattuto che col suo tocco ed il suo
istinto da predatore d'area, rappresenta una costante minaccia per le
difese avversarie e la giovanissima e agile Isabelle van Keulen.
L’esperto Max Rudolf van Egmond sarà
sicuramente il portiere titolare della selezione arancione a lui spetterà
anche il compito di fungere da secondo libero, in quanto, nei Paesi Bassi,
la pratica del contrappunto è sempre di moda ma se mal applicata può
essere devastante se la difesa è lenta e le punte avversarie sono abili e
veloci.
La retroguardia alquanto pesante e lenta
può essere il reparto più debole di questa squadra, al centro vi sarà Hubert
Soudant (oggi in forza all’"Arturo Toscanini") mentre i
due terzini saranno Edo de Waart a destra e Robert Holl a
sinistra.
Il centrocampo è invece fatto di
muscoli, fantasia e velocità. Mentre altre nazionali attraversano un
periodo di crisi in questo reparto, l'Olanda può contare, ancora, su
centrocampisti di talento. Nel mezzo, il duo formato da Elly Ameling
e Cristina Deutekom sembra essere uno dei più forti d'Europa,
combinando forza fisica, tecnica e agilità. Sono loro a dare vigoria al
centrocampo e a velocizzare il gioco, fornite entrambe di ottima tecnica
individuale, non hanno alcun timore dei contrasti duri e sono mosse da
un'inesauribile sete di successi.
Ma, a parte gli schemi, spesso è il
puro talento dei singoli che permette all'Olanda di imporre il proprio
gioco agli avversari. Il loro pressing totale fa della nazionale arancione
una squadra molto difficile da sorprendere. Gli olandesi (dati per
favoriti da tutti i critici) sapranno fino a che punto potranno spingere
le loro ambizioni sin dal primo turno, dove dovranno confrontarsi con
squadre tutt'altro che facili.
Per l'Olanda, giocare l'Europeo sul
proprio campo è certamente un considerevole vantaggio: quando il "Concertgebouw"
s'infiamma, è difficile per le squadre ospiti uscirne indenni.
SVEZIA
Allenatore: Ingvar Natanael
Lidholm e Barbro Ericson
Maglia: Giallo e azzuro
Qualificazione: Vincitori di gruppo 5
La Svezia è l’unica delle squadre
partecipanti al campionato europeo a presentarsi con due allenatori che
operano in tandem. Lo staff tecnico svedese formato dal duo Ingvar
Natanael Lidholm e Barbro Ericson ha sempre schierato un 4-4-2
in tutte le partite di qualificazione che hanno visto la squadra
scandinava vincere il suo gruppo eliminatorio e, senza dubbio, questo sarà
anche il tipo di formazione che scenderà in campo il 10 giugno nella
partita che aprirà il campionato europeo contro i padroni di casa del
Belgio.
Lo scopo principale di questa squadra è
non commettere errori, non concedere alcuna opportunità agli avversari,
controllare il centrocampo, limitare gli attaccanti ad un lavoro di
possesso della palla piuttosto che servirli con un gioco un po' più
fantasioso e colpire duro quando si presenta l’occasione. In passato, la
Svezia ha spesso sacrificato giocatori di talento, preferendo cercare la
vittoria mediante l'utilizzo di giocatori prestanti fisicamente, dotati
soprattutto di fiato, piuttosto che di classe. Questa volta invece si
affida in larga parte ad interpreti di grande classe, tutti molto esperti
ma che non concedono nulla sul piano fisico, anzi.
In difesa la Svezia dispone di un gruppo
ben rodato a partire dal portiere Anne Sophie von Otter, saldamente
ancorato tra i pali. La sua sicurezza è una garanzia per tutto il reparto
difensivo che può permettersi anche parecchie sortite in avanti senza
preoccuparsi troppo di lasciare la retroguardia sguarnita. Il fisico alto
e slanciato e le notevoli doti di agilità rendono questo portiere
difficilmente superabile, specialmente sui palloni alti. Difficile
sorprenderlo anche con le punizioni perché ha un ottimo piazzamento.
Indubbiamente il miglior portiere degli europei, sara dura per tutti
segnare un gol.
Davanti c’è la coppia centrale
difensiva costituita da Birgit Finnilä e Kerstin Margareta
Meyer, che hanno raggiunto le 143 presenze in due e la loro intesa è
unica. Meyer è tecnicamente abile nella lettura a prima vista del gioco.
Finnila è dotato di ottima rapidità e ottimo tocco di palla, la sua
visione di gioco ben si unisce a quella di Meyer. Con loro, a destra ci
sarà Catarina Beyron-Ligendza, imperturbabile, supplisce alla sua
carenza sul piano della rapidità con l'autorità, l'affidabilità e la
sua esperienza. A sinistra: Sven Olof Eliasson forse l’unico un
po’ leggero della squadra svedese ma a lui sono affidati i lanci lunghi
a scavalcare per le due punte più che compiti difensivi.
È a centrocampo che la Svezia ha forse
il suo punto di forza. I laterali Gosta Winbergh e Nicolai Gedda
sono molto dinamici e dotati di eccellenti qualità tecniche, soprattutto
il secondo, e, nella zona centrale del campo, Ingwar Wixell e Akan
Hagegard assicurano una copertura di esperienza, lavorando
infaticabilmente per rompere le sortite in attacco degli avversari.
Quanto la squadra svedese potrà andare
avanti nel torneo dipenderà molto da quanti cross potranno fornire in
area all'espertissimo, e potentissimo "centravanti
drammatico" Birgit Nilson che con le ben oltre cento
presenze sarà il giocatore più navigato del torneo. Estremamente
pericoloso nel gioco aereo ed in possesso di un tiro micidiale in grado di
piegare le mani a qualunque portiere anche se il suo periodo di fulgore
come predatore d’area lo ha ormai lasciato alle spalle, non è mai da
sottovalutare. Non ha mai fallito un appuntamento importante, difficile
aspettarsi una stecca in questa occasione. Molte sue giocate sono da
cineteca, non sarà facile per chi dovrà marcarlo fare i conti anche con
questo aspetto.
La seconda punta sarà Elisabeth Anna
Soderström del Royal Opera Stockholm, versatile e di grande e lunga
esperienza internazionale. Un duo da prendere con le molle e con il dovuto
rispetto.
ITALIA
Allenatore: Carlo Maria Giulini
Maglia: Azzurra
Qualificazione: Vincitore gruppo 1
Carlo Maria Giulini, un monumento
del calcio Italiano è l’allenatore della nostra nazionale. Era lui il
portiere e il capitano della Nazionale che, nel 1982 in Spagna, conquistò
il titolo di Campione del Mondo. Era sempre lui a difendere la porta
azzurra nell'unica occasione in cui l'Italia riuscì a vincere il
Campionato Europeo trentadue anni fa a Roma. Nella sua carriera ha vinto
quasi tutto quello che un giocatore può desiderare di vincere, a livello
di club e di nazionale. In Federazione, forse, hanno pensato anche a
questo quando lo hanno chiamato alla guida della nazionale. Ma proprio il
ruolo di C.T. sta provocando le prime crepe in una figura che sembrava
inattaccabile, anche se l'obiettivo della qualificazione all’Europeo
2000 è stato raggiunto. Giulini è stato spesso al centro delle critiche
per le scelte operate, alcune delle quali anche se dolorose erano dovute,
l’anagrafe purtroppo non perdona. E’ il caso delle esclusioni di
Bergonzi, Bruscantini, Cossotto, Petrassi, Taddei, Siepi, Simionato,
Cerquetti, Olivero e del grande "Rombo di tuono" Corelli,
centravanti di petto che tutti rimpiangono. Proverbiale come riusciva a
sganciare la mascella in area e tirare delle bordate capaci di bucare la
rete. Altre esclusioni invece sono state molto discusse, e hanno lasciato
strascichi polemici e prodotto strappi difficilmente ricucibili. E’ il
caso delle esclusioni di Pavarotti, che sempre poco ha amato la maglia
della nazionale, preferendo di gran lunga impegnarsi in tornei amichevoli
di esibizione coi suoi amici spagnoli e trasferendo la residenza a
Montecarlo.
Di Sinopoli, sempre troppo polemico con
la nazionale e la Federazione Italiana, rea, a suo dire, di averlo sempre
ostacolato in Italia e di averlo costretto a dover trovare ingaggi
all’estero.
E soprattutto quella di Muti, troppo
caratteriale e ammalato di protagonismo, troppo individualista e
innamorato del dribbling fine a se stesso, costantemente avulso dalla
manovra che mai ha giocato per la squadra. Indubbiamente veloce ma molto
falloso e impreciso quanto inconcludente. Atteso da tutti i suoi fans ai
grandi eventi e osannato come genio, sempre sopravvalutato e difeso dalla
stampa specializzata, spalleggiata in questo dal suo club milanese, "O’
Fenomeno" (com’è soprannominato) non ha mai fornito prestazioni
convincenti.
Per questo ora Giulini è atteso
all’ultima prova: solo la conquista dell’Europeo, forse, consentirà
una sua conferma sul podio più bollente d'Italia. Se le cose non
dovessero andare bene, è già pronto un lungo elenco di possibili
sostituti e, anche in Federazione, c’è sicuramente qualcuno che rema
contro.
Durante le qualificazioni ufficiali,
Giulini ha sempre applicato il modulo 4-4-2 anche se in prove amichevoli
ha sperimentato moduli alternativi. Con quale giocherà non è ancora
certo, anche se il più probabile rimane il primo.
L'Italia, da sempre scuola di grandi
portieri, anche in questa circostanza può dormire sonni tranquilli; anche
se il serio infortunio subìto nell’ultima amichevole da Pietro Spagnoli
ha costretto il nostro C.T. a richiamare in squadra il non più
giovanissimo Ruggero Raimondi a difendere la porta azzurra. La sua
enorme esperienza ed un grande mestiere, uniti ad un’indubbia dose di
coraggio nelle uscite e un grande senso della posizione ne fanno ancora
uno degli estremi difensori più forti al mondo e lo aiuteranno a
sopperire a quelle doti di agilità che il tempo ha lievemente
affievolito.
In difesa sarà ancora Riccardo
Chailly, uno dei nostri emigrati di lusso, gioca in Olanda nel
"Concertgebouw" di Amsterdam, l'elemento di spicco. A seconda
delle scelte di Giulini, potrà indifferentemente giocare da terzo
centrale se la difesa sarà "a tre" o da esterno sinistro se la
difesa sarà "a quattro". Ottimo interprete del calcio moderno a
lui spetterà il compito di dirigere la difesa e di proporre la manovra
offensiva con frequenti fughe in avanti. Pronto a coprire e a sostenere i
vari reparti in caso di scollature, a rallentare o ad accelerare il ritmo
se la lettura della partita lo richiede.
Altri inamovibili sono i due grintosi
difensori centrali Leo Nucci e Renato Bruson;
espertissimi in questi ruoli, abili quanto duri nei contrasti e dotati di
grande carisma. Difficilissimo coglierli impreparati e trovarseli di
fronte non sarà agevole per nessuno. A destra, pronto a chiudere tutti
gli spazi ci sarà Michele Pertusi, spesso ignorato dalla critica,
ma sempre utilizzato dai suoi allenatori, per la sua costanza e disciplina
tattica, rapido ed abile in acrobazia predilige il gioco aereo.
Sono questi gli uomini su cui Giulini
punterà per costruire una solida base difensiva capace di offrire calma,
esperienza e solidità alla retroguardia azzurra.
A questa difesa fa da contraltare un
centrocampo "nouvelle vague" che ruoterà, come tutta la
squadra, attorno al suo fulcro: Claudio Abbado la nostra punta di
diamante, a lui toccherà il privilegio di indossare la maglia numero 10
che fu già di Gianni Rivera. A lui Giulini consegnerà la bacchetta per
dirigere il gioco degli azzurri. Dal suo piede vellutato il C.T. e tutti i
tifosi si aspettano quei tocchi di magia, quelle aperture di gioco
illuminanti, quei lanci millimetrici a smarcare le punte per l’acuto
finale a cui nessuno di noi purtroppo può più assistere. Anche Abbado
purtroppo è andato da anni ad infoltire la schiera dei nostri talenti
emigrati, gioca infatti in Germania nei "Berliner P.O." Al suo
fianco ci saranno Lucio Gallo, dal repertorio più duro e
maggiormente portato alla rottura che alla costruzione del gioco e Ildebrando
d’Arcangelo, più dinamico e dotato di una buona visione di
gioco, che dovranno contrastare e far ripartire le azioni in modo
ragionato evitando i lanci lunghi. A sinistra ci sarà Cecilia Bartoli ala
di coloratura, leggera, velocissima e precisa, difficile da contrastare e
in grado di scardinare qualsiasi difesa.
In attacco Giulini si affiderà
all’enorme esperienza e alla precisione di Maurizio Pollini, autentico
centravanti d’area dal vastissimo repertorio e dall’innato fiuto del
gol. Dotato di un tocco pulitissimo quanto micidiale e di uno
straordinario rigore stilistico unisce alla velocità di pensiero la
rapidità di esecuzione. Difficilmente marcabile nell’area piccola può
essere imperdonabile lasciarlo troppo libero. Come seconda punta Giulini
schiererà Eva Mei piuttosto leggera ma precisa e veloce, pronta a
sacrificarsi per la squadra.
Quando si tratta dell’Italia è sempre
difficile fare dei pronostici, è indubbiamente più squadra da tornei che
da amichevoli anche se la tradizione agli Europei non è certo favorevole.
Il risultato minimo è arrivare tra le prime quattro anche se, per la sua
storia, deve puntare alla vittoria finale.
INGHILTERRA
Allenatore: Neville Marriner
Selezionatore: Raymond Leppard
Maglia: Bianco ed azzuro
Qualificazione:
Vincitrice di girone dopo Spareggio con la Scozia
Il pubblico inglese considera Neville
Marriner l'uomo giusto per dirigere la nazionale. Elegante nei modi e
nei gesti nutre un grande rispetto per il gioco del calcio e per i
giocatori, con i quali si allena spesso, e dai quali è ugualmente
ricambiato. Il suo sistema di gioco molto spettacolare gli permette di
godere di molti consensi anche dalla critica specializzata. Dispone di una
grande esperienza come allenatore di club, ha allenato infatti l'"ASMF"
come gli inglesi chiamano l'"Academy-of-St.Martin-in-the-Fields",
con la quale ha vinto moltissimo, ora dovrà dimostrare le sue capacità
portando la nazionale quanto più avanti potrà in questo torneo. A
coadiuvarlo in questa impresa ci sarà Raymond Leppard (allenatore
dell'"English Chamber") come selezionatore; da questa
collaborazione l'Inghilterra si aspetta moltissimo.
Sulla carta la nazionale inglese appare
molto forte in tutti i reparti ma, come spesso le accade, nella fase
finale di tutti i tornei riesce sempre a complicarsi la vita da sola,
forse a causa di una mentalità eccessivamente votata all'attacco e poco
alla copertura e alla manovra ragionata. Il compito principale del C.T.
sarà proprio quello di evitare questa tendenza negativa.
Da quando è salito sul podio della
nazionale Marriner ha sperimentato diverse formazioni utilizzando molti
giocatori, tra i quali: Langridge, Hogwood, Bowman, Baker, Esswood, Lott,
Brown, Kirkby e sperimentato differenti moduli per approdare ad un 4-4-2
che sembra il più gradito sia a lui che ai giocatori che poi ha scelto
per disputare questo europeo.
John Shirley-Quirk,
giocatore dal grande bagaglio tecnico e dalla grande esperienza
internazionale sarà ancora il portiere titolare.
Davanti a lui i quattro difensori in
linea saranno, da destra a sinistra, Roger Norrington, Thomas Boaz
Allen, Robert Lloyd e John Eliot Gardiner. Una difesa solida con i due
terzini, Norrington e Gardiner, particolarmente abili nel dirigere i
movimenti corali del reparto, nei cross e nei contrasti, infaticabili, in
grado di correre sulle fasce per tutti i novanta minuti. I due difensori
centrali, Allen e Lloyd sono i classici difensori inglesi, forti di testa
e rudi nei contrasti, più leggero e mobile il primo, decisamente più
statico e rude il secondo. Temibilissimi nei colpi di testa si porteranno
sicuramente nell'area avversaria in occasione dei calci d'angolo.
Come in tutte le formazioni sarà il
centrocampo il reparto più determinante della squadra. In questo reparto
Marriner potrà contare sulle abilità di Simon Keenlyside di
scardinare le difese avversarie grazie alla sua velocità, versatilità ed
alla vasta gamma di giocate che è in grado di effettuare.
Sull'esperienza di Irvin Arditti
nel dare gli attacchi giusti al quartetto di centrocampo per aggredire
continuamente con un pressing asfissiante i portatori di palla avversari.
Sull'abilità e l'agilità di Simon Rattle, in procinto di
trasferirsi in Germania ai "Berliner P.O." che già lo hanno
acquistato, nel liberarsi e superare i contrasti quanto nell'arrivare al
gol. Ma suprattutto alla lucida visione del gioco, originale e precisa, di
Paul McCreesh. La sua direzione a volte è veramente illuminante e
innovativa ma nasce dalla tradizione e dalla grande scuola inglese.
La coppia d'attacco sarà composta da
due punte giovani: Ian Bostridge, uomo d'area, veloce e preciso
negli spazi ridotti e particolarmente abile nel gioco aereo è in grado di
segnare in qualsiasi momento, anche in situazioni che possono apparire
ormai compromesse. Al suo fianco ci sarà il giovanissimo Daniel
Harding, non è ancora vasta la sua esperienza ma le recenti
amichevoli hanno provato che è più che pronto per la scena
internazionale, in più dalla sua ha un coraggio da leone e l'incoscienza
dei giovani. La sua velocità potrebbe integrarsi alla perfezione con le
capacità di Bostridge ed essere determinante nei contropiede.
Nel complesso l'Inghilterra appare molto
ben equilibrata, bene organizzata e dotata di ottime individualità sia in
attacco sia in difesa. Non dovrebbe avere grosse difficoltà a passare il
primo turno. Sicuramente darà molto filo da torcere ai suoi avversari e
se imparerà anche a difendere il risultato potrà andare molto avanti nel
torneo.
GERMANIA
Allenatore: Nikolaus Harnoncourt
Maglia: Bianco e nero
Qualificazione: Vincitori di gruppo 3
La Germania è la nazionale europea che ha
conquistato più titoli: tre mondiali, tre europei ed ha giocato un
elevato numero di finali. La sua scuola ha sempre prodotto nelle varie
epoche innumerevoli talenti in grado di imporsi a livello internazionale.
In questa edizione del campionato europeo la Germania si affida ad un mix
di giovani rampanti cui faranno da balia altri campioni già affermati. A
guidarli sarà Nikolaus Harnoncourt un tecnico di provata esperienza e di
estremo rigore, che predilige un gioco lineare e pulito fatto di pochi
fronzoli che mira soprattutto al sodo. Dopo aver sperimentato in fase di
qualificazione svariati moduli il C.T. molto probabilmente opterà per un
3-5-2, lo stesso che per anni ha utilizzato nel "Concentus Musicus"
di Vienna che allena.
La Germania è nota per la sua forza e
la sua potenza caratteristiche che la accompagnano anche in questa
edizione del campionato europeo. Quella che Harnoncourt metterà in campo
è una squadra solida in ogni reparto, apparentemente priva di punti
deboli ha una sola incognita per sapere fin dove potrà arrivare,
l’incognita si chiama Carlos Kleiber II l'ultimo rappresentante di
quella "Grande" Germania della generazione precedente
l’attuale. Elemento essenziale e imprescindibile della nazionale
tedesca, se giocherà sarà senza dubbio il giocatore più esperto in
campo. Dipenderà da lui, dal suo impegno e dalla sua voglia di giocare
dove potrà arrivare la Germania. Pur avendo un repertorio più limitato
di quello del padre Erich Kleiber I, altro grande libero, ha però una
visione chiarissima del gioco e del ruolo che interpreta con intelligenza
e lucidità uniche. Dai suoi piedi vellutati partiranno tutte le azioni
della Germania, sarà lui il punto di riferimento e l’uomo d’ordine.
Ma Kleiber II è un uomo che fa spogliatoio e se anche non dovesse giocare
sarà comunque parte integrante di questa Germania, sia in campo che
fuori. In difesa dovrà dirigere la coppia di terzini del Darmstadt
Karlheinz Stockhausen e Helmut Lachenmann. Stockhausen a destra è
particolarmente dotato di un vitalismo irrazionalistico e di una capacità
di coinvolgimento totale; è in grado di passare indifferentemente dalla
serialità integrale alla totale dissociazione puntilistica e quindi al
superameto dell’avversario con un certo grado di indeterminazione, di
pratiche aleatorie di natura più controllata. A sinistra Lachenmann,
vincitore del Bach-Preis che gli fu consegnato ad Amburgo nel ’72 quale
miglior giocatore tedesco, disorienta perché è il più antiretorico dei
difensori. I suoi interventi sulla fascia costituiscono una forza
centripeta sferzante a cui non si può rispondere che con una
disseminazione centrifuga. Maestro nella continua distruzione del gioco
avversario, nel ridurlo al silenzio, gioca per continui ravvivamenti,
rilanci e risonanze. I suoi inserimenti non sono mai episodici, casuali,
ma profondamente discorsivi, anche se paratattici.
Dietro loro tra i pali ci sarà il
potente Albert Dohmen, giovane ma con una buona esperienza internazionale.
Ruolo il suo molto più delicato che in passato, dato che attualmente la
difesa tedesca è piuttosto aleatoria ed i suoi compagni non gli
assicurano un'adeguata copertura. Sarà chiamato più volte ad uscire ma
ci è ormai abituato ed il fiato non gli manca certo.
Sempre da Darmstadt proviene anche lo
stopper Wolfgang Rihm. Il suo carattere ribelle lo ha portato ad essere
spesso ammonito, sia nella "Neue Uinfachheit", la sua squadra,
che in Nazionale. Già leader della under 21 è estremamente grintoso e
poco portato all'attacco, rifiuta qualsiasi idea di sviluppo, rude e dal
tocco poco pulito, in campo si afferma come "esteta dell’impurità".
Grazie a queste caratteristiche potrebbe essere l'elemento ideale per
Harnoncourt per equilibrare la zona centrale del centrocampo.
Sulla fascia destra ci sarà Sabine
Meyer, agile, voloce e infaticabile. Già molto dotata fin dai tempi delle
nazionali giovanili, fortemente voluta da Karajan, l’ex allenatore dei
Berliner P.O., che la ingaggiò nell’83 ma dopo alcune stagioni sempre
positive fu costretta ad andarsene a causa dell’ostilità dei compagni
di squadra che mai gradirono la sua presenza. Le sue doti le hanno
comunque assicurato meritate affermazioni internazionali. I suoi a solo e
le sue variazioni sulla fascia destra unite ad un carattere molto forte e
ad una solidità di nervi non indifferente, saranno utili per contrarre il
gioco avversario e per rifornire di palloni le due punte. Al suo fianco
Waltraud Meier mezzala wagneriana, è dotata di un poderoso tiro e ha già
mostrato in svariate occasioni il meglio del suo repertorio nella
distribuzione del gioco. Piuttosto versatile a centrocampo dispone anche
di buone capacità di colpire sotto porta.
Dall’altra parte un giovane
propositivo: Matthias Goerne, raffinato e moderno interprete del
repertorio classico, è un uomo d’ordine, dotato di grande velocità e
di precisione, sarà utilissimo in fase di costruzione del gioco. Da lui
ci si aspetta sempre molto.
Il cursore di fascia sinistra sarà
Cristoph Prégardien, in ottima condizione di forma, ha un notevole cambio
di passo, grande velocità e un buon tiro. Ha il suo pezzo forte nel cross
sia in azione di gioco che sui calci piazzati, l’ideale per mandare in
gol il potente quanto massiccio Christian Thielemann. Un po’ statico e
pesante come nella tradizione dei centravanti tedeschi Thielemann è abile
soprattutto nei colpi di testa. Il capo cannoniere tedesco non dispone
ancora di un gran repertorio ma si avventerà su tutti i palloni tentando
di buttarne in rete il maggior numero. La seconda punta sarà Andreas
Scholl, micidiale finalizzatore, non molto potente fisicamente sfrutta le
sue doti di agilità e di velocità. Particolarmente abile nel fraseggio
stretto e nel gioco aereo, se ben diretto può dare tantissimo, ma molto
dipenderà dalla sua intesa con Thielemann.
La Germania ha una ricca tradizione di
risultati positivi nelle competizioni ufficiali e rappresenta sempre una
minaccia doverla incontrare. I giocatori di talento non le mancano, tutto
dipenderà dalla voglia di impegnarsi che avranno e da possibili crisi di
appagamento sempre in agguato. Il suo è comunque il girone più
difficile.
FRANCIA
Allenatore: Pierre Boulez
Maglia: Azzuro e bianco
Qualificazione: Vincitori di gruppo 4
La Francia, Campione del Mondo in
carica, sarà una delle favorite anche per la conquista del titolo
continentale.
Per questa impresa la nazionale si
affida alla tecnica e all’esperienza del più prestigioso dei suoi
allenatori: Pierre Boulez. Tecnico concreto, seriale e dodecafonico,
fantasioso e duttile, estremamente attento ai minimi dettagli della
partita che indaga con la tecnica dell’analisi strutturale e
particolarmente sensibile alle problematiche del calcio contemporaneo su
cui ha scritto anche numerosi saggi. Ricordiamo in particolare: Points
de repartence; Penser le football aujourd’hui; Gol selon gol; Par volonté
et par hasard.
Sostenitore dell’assoluta
obbligatorietà della tecnica seriale e del valore di sconvolgimento
portato dal serialismo nel mondo del calcio. La dimensione assolutamente
spaziale del suo gioco, le aperture alla casualità, all’alea sono
ottenute con l’intercambiabilità dei reparti secondo una soluzione
circolare che annulla ogni residuo tradizionale del far calcio.
Tiene regolarmente corsi di invenzione
tecnica e di linguaggio calcistico per allenatori. Come allenatore di club
ha vinto tantissimo in tutto il mondo, soprattutto con il Darmstadt, il
Bayreut, la BBC di Londra, l’IRCAM e l’Ensemble InterContemporain di
Parigi.
Boulez ha voluto una nazionale con molti
giovani innestati in un corpus molto esperto. Il modulo che adotta è
estremamente lineare, a metà tra un tradizionale 4-4-2 ed un 4-5-1, in
virtù del ruolo ibrido di centravanti di Christophe Rousset che spesso
rientra a centrocampo a prender palla come fa nel suo club "Les
Talens Lyriques".
La difesa poggia su una coppia di
terzini molto dinamici, le sorelle Katya e Marielle Labeque che senza
timore di uscire dal loro repertorio non esitano a spingersi in avanti,
mentre i due centrali Dominique Visse e Sandrine Piau marcano a zona, e,
quando serve, avanzano in velocità e agilità sui rilanci lunghi e
precisi del portiere Roberto Alagna, spesso protagonista anche sulle
pagine dei quotidiani. A centrocampo, Maurice André e Pierre Pierlot due
grandi interditori e conquistatori di palla, percorrono in lungo e in
largo il campo per fornire buoni palloni a Marc Minkowski, l'orchestratore
del gioco francese che ricopre analogo ruolo anche nei "Musiciens du
Louvre". "Minkou" e "Rourou", come i francesi
amano chiamare Minkowski e Rousset, sono anche grandi specialisti nei
calci piazzati. In attacco, Boulez ha a disposizione diverse possibilità.
Ma molto probabiolmente optarà per due attaccanti classici quali Natalie
Dessay e Veronique Gens.
La Francia ha tutte le doti per vincere
questo europeo ma anche tutta la pressione di dover far bene a tutti i
costi e questo può risultarle dannoso.Il girone in cui è stata inserita
è tutt'altro che facile ma questo gruppo di giocatori che si ritrova
assieme a lottare per un nuovo titolo saprà certamente far fronte a
queste difficoltà.
Un motivo ed uno stimolo in più per
arrivare il più in alto possibile e tanta, tanta fiducia nell’uomo che
li guida.
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